I margini di profitto per le imprese si riducono

La diversità di tipologie merceologiche e distributive rende particolarmente complessa l’individuazione di una struttura di costi omogenea per tutto il settore distributivo.

E’ peraltro difficile, in molti casi, scomporre le diverse voci di costo (es. l’affitto può comprendere oltre che lo spazio di vendita anche il magazzino ed alcuni oneri accessori, come nel costo del lavoro può rientrare il mensile che il titolare si assegna come compenso dell’attività «non imprenditoriale» svolta all’interno dell’azienda, nel trasporto possono essere compresi anche i costi di assicurazione della merce, ecc.) per cui il Centro Studi di Confcommercio ha elaborato delle aggregazioni sintetiche.
In linea generale, è comunque possibile individuare una struttura media di riferimento dell’incidenza delle diverse voci di costo rappresentativa del settore.
Gli aumenti registrati nella media dei primi sette mesi del 2003 rispetto all’analogo periodo dello scorso anno dalle singole voci e applicati a questa struttura di costi portano ad individuare una crescita media del 3% dal lato dell’input.
In considerazione del fatto che l’inflazione al consumo per la componente relativa ai beni nel periodo gennaio – luglio 2003 rispetto a gennaio – luglio 2002 è stata del 2,3%, è evidente che le imprese commerciali hanno operato una riduzione dei margini.