Il Colore Amico di tutti a Viterbo

Conosciuto da tutti e apprezzato per la consulenza e la qualità dei prodotti, Colore Amico
è un negozio di riferimento a Viterbo. Merito di Roberto Barberi e dei prodotti Max Meyer!
Roberto Barberi non è un negoziante qualsiasi. Il settore lo conosce molto bene, e non solo nella sua zona, cioè Viterbo.
Il punto vendita, dunque, ha appena compiuto dieci anni e giusto lo scorso Maggio una festa con gli amici di tutta una vita ha festeggiato insieme la capacità di Roberto e della moglie Daniela D’Angelo di essere diventati davvero, su Viterbo, il Colore Amico per tutti, professionisti e privati.


Chi sono i concorrenti in zona? E come ha organizzato la sua attività?
Su Viterbo, che conta circa 60mila abitanti, lavorano 13 rivenditori di pitture e vernici, di cui 4 davvero significativi, oltre a qualcuno che spinge la sua area di influenza dalla provincia fino a qua. E’ inoltre presente la grande distribuzione specializzata, che guarda ovviamente con grande interesse al mercato del consumatore hobbista. Logico quindi che la concorrenza sia piuttosto accesa e che la risposta nei confronti del cliente sia non soltanto in termini di qualità dei prodotti, ma anche di validità di servizi come la consulenza tecnica, la tintometria, la consegna veloce delle tinte richieste.
In questo panorama, negli ultimi tempi l’ago della bilancia si è spostato spostato
un po’ in direzione del consumo professionale.
A cosa è dovuto questo spostamento?
In parte alla nuova ubicazione del negozio, adesso più decentrato rispetto alla vecchia sede nel centro storico. Questa posizione, appena fuori le mura e in una zona più commerciale, ci porta meno scontrini ma di importo decisamente superiore, e certo per i professionisti è più semplice trovare parcheggio, caricare la merce, fermarsi anche a fare due chiacchiere per parlare di prodotti e applicazioni.
Inoltre, avendo aperto un punto vendita centrale dove abbiamo concentrato i settori belle
arti, bricolage e vernici con confezioni da privato, abbiamo ulteriormente ridistribuito il peso della clientela.
Come ha visto evolversi l’azienda in questi dieci anni?
Posso dire che Max Mayer ha fatto passi da gigante, pur essendo già dieci anni fa l’azienda più conosciuta in Italia. Se penso al catalogo prodotti, si è ampliato e completato fino ad offrire soluzioni ideali per ogni tipo di supporto: dieci anni fa non esistevano i silicati, i silossani, i decorativi, non esisteva la cultura del ciclo dei prodotti e, quindi, tutto era molto meno ‘scientifico’. Per tradizione, da sempre in zona gli applicatori chiedono pitture al quarzo: oggi però posso proporre pitture acrilsilossaniche per garantire risultati migliori… E poi pensiamo alle nuove frontiere che si intravedono con le nanotecnologie, i nuovi mercati che oggi si possono affrontare con cicli e prodotti specifici come i rivestimenti a cappotto: tutto insomma, dimostra che ormai è più facile vendere perché per qualunque esigenza del cliente esiste una risposta garantita dalla qualità dei prodotti. In tutto questo processo Max Meyer non si è fatta trovare impreparata, e ha sempre ben difeso sia il mercato privato che quello professionale.
Il mercato però non è fatto solo di prodotti, ma anche di supporti alla vendita…
E qui secondo me davvero Max Meyer è avanti a tutti! Le latte sono curate e ‘parlano’ ai clienti, gli espositori valorizzano i prodotti, le cartelle colori sono immediate, i mazzettoni esaustivi, i rivenditori dispongono di vetrofanie, poster, insegne, insomma di qualunque supporto al merchandising… Davvero è difficile pretendere di più, il marketing lavora molto bene in supporto al rivenditore.
Come pensa che si evolverà la sua attività?
Oggi i clienti si fidano dei miei consigli, della mia consulenza tecnica, della mia capacità di accostare i colori. Questo è vero per i professionisti e per i privati. Per questo penso che in futuro sempre di più sarà importante ‘uscire’ dal negozio, dare ai privati
quella consulenza -anche in loco, e quindi presso le loro abitazioni per aiutarli a risolvere i loro problemi, per valorizzare le loro case, per ‘vedere’ quello che con i loro occhi non riescono ad osservare. Quello che accade già nei cantieri, sia pure da un punto di vista più tecnico, potrebbe insomma accadere anche con i privati.

Gli altri negozi….