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Carbonia, Iglesiente. Chi pensa che le miniere abbiano ingrigito la città, sbaglia di grosso. Perché al colore ci pensa Vacca Colors con il suo bellissimo negozio!
Economia e benessere, a Carbonia e nell’Iglesiente, sono sempre state direttamente legate alla fortuna delle miniere. Logico quindi che, in seguito al declino dell’attività mineraria in zona, la prosperità di tutta l’area si sia molto ridotta.
Tuttavia, come spesso avviene, proprio nelle difficoltà i migliori emergono: questo è il caso di Vacca Colors, un punto vendita che conquista appena entrati. Luminoso, ben arredato, con un’esposizione razionale e accattivante dei prodotti, uno show room ampio e invitante, un magazzino funzionale, tutto in Vacca Colors è studiato per far apprezzare il colore.
E se per caso ai numerosissimi clienti rimane qualche dubbio su quale prodotto acquistare, risolverlo ci pensano Sergio Vacca e i suoi collaboratori, che sono dei veri professionisti della vendita.
Proprio con Sergio parliamo dell’attività e di come Vacca Colors sia diventato il punto di riferimento per la distribuzione specializzata del colore a Carbonia e uno dei negozi più conosciuti di tutta la Sardegna.
Complimenti per il negozio, qui tutto parla di colore…
… e pensare che quando nel 1980 abbiamo avviato l’attività il negozio era di ferramenta! Solo successivamente abbiamo introdotto il colore, riuscendo a sistemarci su una superficie di 150 metri quadrati per poi allargare di nuovo la struttura con l’inserimento delle vernici per carrozzeria dovuto alla mia grande passione per le auto, per arrivare infine alla dimensione attuale, con 
Come si è sviluppato nel tempo il vostro lavoro?
A pensarci adesso, quando siamo partiti eravamo proprio dei dilettanti! L’attività di ferramenta sopravviveva grazie all’attività di trasporto di mio padre, e solo con il passare del tempo e un grande sacrificio siamo riusciti a diventare i numeri uno in questa zona. Il lavoro nel settore carrozzeria, per esempio, è stato portato avanti con grande entusiasmo, uscendo sul territorio e supportando i clienti: malgrado la concorrenza di altri rivenditori in zona, in breve tempo abbiamo acquisito il 90% del mercato nel bacino di Carbonia!
Anche nel settore dell’edilizia, il successo è arrivato poco per volta grazie ad una progressiva specializzazione che ci ha portato ad introdurre sempre nuove merceologie come le pitture per legno, i decorativi e il cartongesso: in questo modo l’universo dei nostri clienti si è allargato e comprende, oltre ai clienti del settore carrozzeria, sia i privati che le imprese.
Quale settore è trainante nella vostra attività?
Per lungo tempo la carrozzeria ci ha dato immagine, dinamicità, prodotti di alta tecnologia. Oggi le cose sono cambiate molto, la carrozzeria è un settore più statico, mentre l’edilizia sembra vivere un periodo di fermento grazie a prodotti sempre più specifici, alla ricerca di soluzioni a basso impatto 
Eppure si immagina che Carbonia sia una zona depressa…
In effetti lo è. L’economia delle miniere ha cessato da tempo di essere redditizia e il turismo è spostato verso la costa. Però, ed è stato detto molte volte, proprio il disagio accresce la ‘voglia di casa’, ovvero quella necessità di rifugiarsi in qualcosa di proprio che dia serenità, tranquillità, e che per questo deve essere valorizzato, tenuto bene. Sono proprio i consumatori privati che spingono in direzione del consumo dei prodotti di qualità: hanno una copertura, una resa e un effetto estetico migliori, spesso sono più facili da applicare, durano di più nel tempo… quella che inizialmente può sembrare una spesa più alta, in realtà alla prova dei fatti si rivela un investimento più economico.
Ma i privati consumano soprattutto prodotti per interno…
In realtà si avvicinano sempre più anche ai prodotti per esterno, visto che la valorizzazione di una villetta, per esempio, non può considerarsi conclusa se non comprende anche le finestre e gli infissi, i muri esterni, le staccionate e i cancelli, il tetto e il giardino.
E’ per questo che avete aperto lo show room?
Lo show room ci ha permesso un salto di qualità enorme. Ci permette, finalmente, di proporre il colore e i complementi d’arredo come piace a noi, cioè con ampi pannelli che mostrano le finiture, con l’allestimento di zone in cui porte, pareti ed elementi di arredo sono coordinati, in cui il colore si può toccare, confrontare, annusare. Lo show room è un promotore di vendite eccezionale!
Anche i professionisti si stanno allineando a questa richiesta di qualità?
Le imprese sono divise in due gruppi ben distinti. Uno lavora principalmente sulla quantità, compra il prezzo, è refrattario alle novità di prodotto; l’altro persegue l’obiettivo di migliorare la qualità del proprio lavoro e quindi di soddisfare il cliente utilizzando pitture eccellenti, aggiornandosi, facendosi consigliare da noi riguardo l’acquisto più opportuno per il lavoro che deve essere eseguito. In tutto questo, ovviamente, il nostro ruolo è fondamentale e il successo dell’attività dipende anche da tutto il lavoro di ‘promozione della qualità’ che abbiamo svolto in questi anni: per esempio, grazie alla nostra riunione annuale con le imprese clienti siamo riusciti a valorizzare e a vendere buone quantità di prodotti per esterni come i silicati, i silossani e i quarzi elastomerici. Il problema è che ci vuole del tempo per far capire che l’incidenza dei materiali su un lavoro è bassa rispetto a ponteggi e manodopera, che la differenza tra il prodotto di qualità e quello economico in percentuale sul lavoro è ancora più irrisoria, che un prodotto di qualità soddisfa davvero il cliente ed evita contestazioni. Un grande aiuto in questo lavoro di convincimento è dato dalla presenza nei cantieri, che ci permette di far capire dove sono i problemi e di indicare i prodotti giusti da utilizzare per risolverli.
Girando in Sardegna non si ha l’impressione che le amministrazioni siano ugualmente attente alla manutenzione del patrimonio urbanistico…
E’vero, spesso i centri abitati sono lasciati andare, ma le cose stanno cambiando. Del resto non si può dimenticare che in Sardegna molte aree sono rimaste povere a lungo e che il turismo e il benessere sono arrivati da poco e a macchia di leopardo. Infatti, le zone più sensibili alla valorizzazione del centro urbano sono principalmente quelle costiere: in questa zona Sant’Antioco, Portoscuso, Calasetta si sono dotate di veri e propri piani del colore. Qui a Carbonia, senza arrivare all’elaborazione di un piano del colore, abbiamo collaborato alla realizzazione di alcune vie del centro storico che recuperano le tinte tradizionali della zona: colori di terra, sabbiati, caldi. Un aspetto interessante del lavoro con le amministrazioni è che riusciamo a lavorare utilizzando cicli coerenti di prodotti: si parte quindi, per esempio, dal risanamento del muro utilizzando un prodotto di restauro e si prosegue utilizzando prodotti specifici per il restauro: se penso che in passato ci è capitato di vedere un pittura elastomerica applicata su un intonaco poroso…!
Che evoluzioni porterà, secondo te, l’introduzione della normativa che dal 2007 limiterà l’emissione di VOC?
Innanzitutto bisogna riconoscere che è una legislazione sacrosanta, dal momento che dobbiamo seriamente impegnarci, ognuno per le sue competenze, a rispettare di più l’ambiente e la salute. Se la legislazione accelera i tempi di questa evoluzione io sono contento. Il settore carrozzeria, tra l’altro, mi
serve anche come traino per una presa di coscienza reale di quanto, volendolo, si possa modificare la natura di un prodotto: dal gennaio 2007, infatti, non si potranno utilizzare più prodotti a solvente, e questo ci ha obbligato a ripensare la produzione di 13mila colori tra cui micalizzati, pastellizzati e metallizzati che saranno all’acqua. Inoltre, il cambiamento non ha riguardato solo l’aspetto tecnico della formulazione, ma anche quello del servizio, dal momento che noi stiamo sostituendo tutti i tintometri a solvente dei nostri clienti -che sono quasi cinquanta- con macchine all’acqua.
Però sono evoluzioni positive, e io mi aspetto un beneficio anche nel settore edilizio, dove stiamo facendo già un ottimo lavoro con le linee a basso impatto ambientale e i prodotti acrilici.
Ma dal punto di vista tecnico le rese sono uguali?
No, non lo sono perché, per esempio, il clima influenza la capacità di essiccazione di un prodotto acrilico: in estate avviene rapidamente, rapidamente, durante l’inverno, con l’umido, il film può avere problemi.
Questi, però, sono inconvenienti che la ricerca risolverà: l’importante è che da subito vi sia uno sforzo collettivo riguardo il miglioramento dell’ambiente e che tutti contribuiscano giocando con le stesse regole…
Anche in questa zona i decorativi sono il prodotto più richiesto?
Sono molto richiesti e, sicuramente, quelli che fanno tendenza. Non a caso 
Max Meyer è certo il vostro partner di riferimento. Perché questa scelta?
Indubbiamente la partnership è cresciuta grazie al settore carrozzeria per poi consolidarsi, con il passare del tempo, grazie all’edilizia. E si tratta di partnership vera: quando abbiamo cominciato a vendere Max Meyer, noi cercavamo un leader, mentre per l’azienda era importante trovare un rivenditore motivato e consapevole delle proprie potenzialità. Obiettivi raggiunti con reciproca soddisfazione e, soprattutto, con gradimento dei nostri clienti.
Quali possono essere i problemi nell’allacciare un rapporto così stretto e duraturo?
Il problema più grosso può essere lo scollamento tra la quotidianità di una piccola azienda locale locale come Vacca Colors e la sensibilità di una azienda grande come Max Meyer nel cogliere le nostre aspettative, nel seguirci con quella costanza che chiediamo. Insomma, possono verificarsi ‘cali di tensione’, ma se il rapporto è davvero fiduciario tutto si supera!
Sei contento di dove sei arrivato? Rifaresti Tutto?
Sono contento per vari motivi. L’attività è partita dal nulla, ed oggi è conosciuta e considerata. Soprattutto all’inizio il supporto -anche economico- di nostro padre è stato determinante, e ancora oggi lui è con noi ad aiutarci; un team di sette persone lavora in negozio, e tutti sono soddisfatti, si sentono parte in causa della nostra avventura; io, personalmente, ho anche la passione delle macchine, che fu determinante nella scelta di trattare vernici per carrozzeria.
Anche se il lavoro è impegnativo va tutto bene: perché non dovrei rifarlo?
Per finire, quali progetti hai per il futuro?
Progetti ce ne sono tanti, chi non sogna di ingrandirsi, di occupare una sede più bella, di avere più clienti? Questi progetti li abbiamo anche noi, pur nella consapevolezza che la nostra struttura oggi è equilibrata per un mercato come quello di Carbonia. Vedremo: l’auspicato ingresso di nuove leve della famiglia nell’attività potrebbe portare quella vitalità che, dopo tanti anni di lavoro, sarà indispensabile continuare ad avere per mantenere il nostro successo.
