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Le risorse culturali e tecnologiche applicate all’edilizia residenziale pubblica (la nuova concezione degli spazi e dei servizi, i nuovi materiali, la robotica domestica, il risparmio energetico) sono elementi fondamentali e strategici per affrontare le mutate esigenze della “casa sociale” rivolta specificamente alle fasce deboli della popolazione (dagli anziani ai disabili, dalle giovani coppie alle donne sole con figli).
Questi modelli del “nuovo abitare” saranno uno dei centri del prossimo piano regionale di sviluppo del Veneto. Se ne è parlato nel corso di un convegno regionale sul tema “Innovazione nell’edilizia pubblica residenziale” che ha inteso esaminare le tecnologie innovative applicabili alla casa dal punto di vista del risparmio energetico, della domotica, dei requisiti acustici degli edifici. L’iniziativa è stata seguita da un numeroso pubblico composto di amministratori locali, costruttori, operatori del settore.
A margine del convegno, l’Assessore regionale all’edilizia abitativa Raffaele Zanon ha svolto alcune considerazioni sul programma veneto di interventi nel settore. “La Regione -ha detto Zanon- crede nel ruolo dell’edilizia sociale. Il Veneto è stata la prima Regione a trasformare gli I.A.C.P. in A.T.E.R., cioè in aziende moderne, con caratteri di impresa e con vincolo di pareggio di bilancio.
Ma questo non è ancora sufficiente rispetto alla problematicità e alla complessità del problema casa. La crescente domanda di case sociali testimonia la necessità di ripensare seriamente l’intera materia. Le Regioni -ha continuato l’Assessore- sono chiamate a svolgere funzioni specifiche nel settore dell’edilizia abitativa. Registriamo il ripresentarsi dell’ “emergenza casa” e per rispondervi dobbiamo puntare a una maggiore sinergia, quasi a un patto d’azione, tra il settore pubblico, il privato-sociale, gli imprenditori e le A.T.E.R. che sono i bracci operativi delle Regioni”.
Per fare questo l’Assessore ha annunciato la prossima costituzione dell’Osservatorio regionale sulla casa come strumento essenziale di ricerca e verifica dell’andamento del sistema, il rafforzamento del ruolo delle A.T.E.R. tramite anche il miglioramento della loro produttività, l’istituzione di una ‘cabina di regia’ tra Regione-A.T.E.R.-Comuni-Provincie per affrontare e risolvere in un sistema comune di coordinamento i problemi del settore. Zanon ha ricordato, inoltre, che sono circa 45 mila nel Veneto gli appartamenti di proprietà delle A.T.E.R. (abitati da circa 120 mila persone); ci sono circa 15 mila domande per alloggi di residenza pubblica (dove, cioè, è richiesto un reddito inferiore ai 20 mila euro l’anno); le risposte hanno coperto circa il 15 % delle richieste; la media del canone d’affitto è inferiore ai 100 euro al mese; il 30% delle persone che sono in affitto nei 45 mila appartamenti A.T.E.R. del Veneto pagano in media 8-10 euro al mese.
Sono 5 mila gli alloggi pubblici che verranno costruiti nei prossimi tre anni dalle A.T.E.R. del Veneto. Zanon ha poi fornito il quadro dell’edilizia residenziale pubblica e dell’edilizia agevolata nel Veneto. Il programma regionale 2001-2003 ha assegnato alle A.T.E.R., nell’edilizia residenziale pubblica, oltre 51,3 milioni di euro per interventi nel settore; inoltre, lo stesso programma prevede 10,3 milioni di euro per realizzare alloggi a favore di studenti universitari; è stato approvato un bando di gara per "Alloggi in affitto per gli anziani degli anni 2000” per la realizzazione e il recupero di alloggi da concedere in locazione permanente a canone agevolato ad utenti ultrasessantacinquenni; un’altra azione in corso è il programma sperimentale di edilizia residenziale agevolata denominato “20.000 abitazioni in affitto” con finanziamenti a fondo perduto rivolti alla costruzione o il recupero di circa 600 alloggi da concedere in locazione a canone convenzionato.
La disponibilità finanziaria ammonta a circa 35 milioni di euro; è stato indetto, nel luglio scorso, un bando di concorso per realizzare “Programmi innovativi in ambito urbano denominati Contratti di Quartiere II” che vanno attuati in quartieri caratterizzati da degrado urbano e carenza di servizi: i fondi ammontano a 81,6 milioni di euro. Per quanto riguarda l’edilizia agevolata: in attuazione del programma 2001-2003 sono stati approvati il bando di concorso relativi alla realizzazione o al recupero di alloggi da cedere in proprietà a prezzo convenzionato (75 milioni di euro), il bando di concorso per realizzare o recuperare alloggi da dare in locazione a canone convenzionato (32 milioni di euro), il bando di concorso per assegnare contributi a fondo perduto per l’acquisto o la costruzione della prima casa o per il recupero dell’abitazione principale (28 milioni di euro).
