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Sul Sole 24 Ore è apparso un appello a tutta pagina di Rete Imprese Italia che, rivolgendosi a Governo e Parlamento, lamenta che reverse charge e split payment impongono una procedura burocratica onerosa per il rimborso dei crediti IVA che legittimamente spettano alle imprese e con tempi d’attesa troppo lunghi.
L’associazione di categoria, infatti, ritiene che, attraverso l’applicazione di queste misure, pur volendo colpire l’evasione IVA, si finisca a farlo a spese degli imprenditori che, lavorando con gli enti pubblici, nell’edilizia, nell’impiantistica, nelle pulizie ed in alcuni comparti della distribuzione organizzata, vedono maturare crediti IVA talmente alti che non è possibile compensare.
“Reverse charge e split payment impongono una procedura burocratica onerosa per il rimborso dei crediti IVA che legittimamente spettano alle imprese e con tempi d’attesa troppo lunghi -si legge nel manifesto di Rete Imprese Italia-. La fatturazione elettronica
è stata introdotta proprio per combattere l’evasione dell’IVA e pertanto dal prossimo mese di marzo, con l’introduzione obbligatoria della fatturazione elettronica per tutte le operazioni con la P.A., lo split payment va abrogato. La scelta di adottare la fatturazione elettronica tra imprese deve escludere l’applicazione del reverse charge”.
