Mini Imu: in “cassa” il 24 gennaio

Confermata la scadenza: si dovrà pagare il 40% della cifra residua che emerge tra l’aliquota base Imu prima casa 2013 e l’aumento eventualmente deliberato dal proprio Comune. Renzi: “sulla casa balletto indecente”.

Il 24 gennaio il fisco chiama in cassa: la scadenza per la mini-Imu resta confermata: si deve pagare il 40% della cifra residua che emerge tra l’aliquota base Imu prima casa 2013 e l’aumento eventualmente deliberato dal proprio Comune. Un calcolo difficile da fare ‘in casa’ per il quale i meno avvezzi alle elaborazioni fiscal-matematiche dovranno necessariamente rivolgersi al commercialista o al Caf. Ma niente panico: si potrà comunque contare sulla possibilità di pagare in ritardo con l’aggravio di una piccola penale (il cosiddetto ravvedimento operoso). Una scadenza ‘inattesa’ quella della mini-Imu per la quale, insieme alla confusione che si sta generando sulla nuova Tasi, Forza Italia è tornata a chiedere le dimissioni del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. E lo stesso segretario del Pd, Matteo Renzi, punta il dito contro l’esecutivo e parla di “balletto indecente”.

La nuova Tasi sembra al momento comunque già definita, almeno nella parte che riguarda le aliquote, con il Governo che più volte ribadisce: per noi la partita è chiusa. L’ipotesi più probabile è che la nuova Tasi (o meglio la possibilità a livello locale di agire al rialzo sulle aliquote per garantire le detrazioni in un range tra 0,1 e 0,8 per mille) venga accolta all’interno di qualche prossimo decreto in arrivo sul tavolo del Consiglio dei Ministri. E questo per velocizzare la sua entrata in vigore e fare chiarezza in un momento delicato nel quale i Comuni devono chiudere il bilancio (a febbraio). Per la mini-Imu il ministro per gli affari regionali Graziano Delrio, intervistato da Maria Latella su Sky, taglia corto: “si pagherà. E’ fuori discussione”.