Il ritorno dell’industria de localizzata

Dal 2009 ad oggi sono rientrate in Italia circa ottanta linee produttive precedentemente delocalizzate. Il fenomeno del rimpatrio delle produzioni portate all’estero, che non è solo italiano, ha ormai assunto dimensioni tali da non essere più considerato occasionale e rivela, invece, una strategia ben definita.

Le aziende puntano, per garantire l’economicità del nuovo corso, al risparmio dei costi di trasporto e sull’automazione. Ma c’è una ragione più profonda che non il solo costo economico, e riguarda il costo del lavoro: evidentemente le strategie manifatturiere basate sul risparmio del costo della manodopera stanno diventando fuori moda. La qualità del lavoro artigianale e della manifattura restano a nostro favore, e premettono di intercettare al meglio le esigenze dei clienti.

Si torna in Italia, dunque, e questo getta qualche luce sulla ripresa della nostra economia e dell’Europa in generale: le nazioni che dopo l’Italia sono più attive nel rientro alla base delle proprie industrie sono Germania, Regno Unito e Francia.