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Prosegue a ritmi serrati il lavoro preparatorio per il vertice tra esecutivo e maggioranza di domani che dovrà affrontare anche i nodi Iva e Lavoro. Per quanto riguarda l’Imu, il Tesoro dovrebbe presentarsi all’incontro con un ampio ventaglio di proposte corredate non solo dal costo e dalle possibili coperture ma anche dalla ‘fattibilità reale, dal quadro di complicazione per i contribuenti’.
Non è esclusa l’opzione, caldeggiata dal Pdl, dell’abolizione totale della tassa sulla prima casa, che costa però 4 miliardi di euro. In alternativa, si lavora alle rimodulazioni dell’imposta, come invece chiesto dal Pd. Il nodo è essenzialmente politico perché le posizioni sono ancora distanti. Intanto si accelera sulla riforma del catasto nella Commissione Finanze della Camera, mentre al Senato approda in Aula il decreto Imu-Cig, quello che certifica la sospensione del pagamento della tassa e il rinvio per una soluzione entro settembre. L’Imu resta dunque al centro dell’attenzione.
Si punta ad una riforma della fiscalità immobiliare che guarda essenzialmente al catasto ma considerato che per completare un iter di questo genere sono necessari almeno 4-5 anni, la soluzione più verosimile, se la maggioranza si dovesse accordare per una rimodulazione della tassa, è per quest’anno l’innalzamento della franchigia a 500-600 euro.
Questa soluzione esenterebbe l’80% dei proprietari di casa senza incidere proporzionalmente sul gettito perché una quota importante di incassi per l’Imu sulla prima casa nel 2012 è arrivata proprio da chi paga oltre 600 euro. Sul piatto anche altre soluzioni che puntano a definire meglio il concetto di ‘casa di lusso’, oltre al semplice parametro catastale, considerando per esempio il numero di metri quadrati o quello dei vani. Intanto si continua a setacciare gli 800 miliardi di spesa pubblica per verificare spazi di risparmio. Entro ferragosto dovrebbe arrivare per questo al Tesoro un Commissario per la ‘spending review’.
