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La cancellazione dell’aumento dell’Iva no, ma almeno il rinvio sì. Il costo? Un miliardo per tre mesi (luglio-settembre) e altrettanti per l’ultimo trimestre 2013. Per il Governo, insomma, il compito non è facile considerando che altrettanto costerebbe cancellare l’Imu sulle prime case. Ma anche in questo caso l’escamotage potrebbe essere la ‘rimodulazione’. Insomma: rinvio e rimodulazione invece di sterilizzazione e cancellazione.
L’esecutivo lavora per trovare le migliori soluzioni tecniche, ma soprattutto per reperire le coperture necessarie. E il compito non appare affatto semplice. Il viceministro all’Economia, Stefano Fassina, spiega che ”la misura migliore per incrementare l’occupazione è il rinvio dell’aumento dell’Iva”. E indica la tempistica: ”occorre sospendere l’aumento fino a dicembre e poi procedere strutturalmente. Le risorse si possono trovare”. Questo anche perché sarebbe assai complesso sospendere per soli tre mesi ed affidare poi il successivo intervento alla Legge di Stabilità, come ipotizzato, che sarà sì in vigore, ma dal primo gennaio 2014.
Per il Pdl interviene Renato Brunetta legando il destino del Governo ai ‘fatti’: ”I Governi stanno in piedi se governano, se fanno le cose per le quali si sono impegnati come Imu, Iva, tasse, disoccupazione e Ue”. Mentre lo stesso premier Letta rassicura: ”Procederemo collegialmente”.
