L’evoluzione delle PMI fotografata da Unioncamere

Secondo il monitoraggio permanente sulle tendenze evolutive dei sistemi imprenditoriali di piccole e medie dimensioni in Italia elaborato da Unioncamere in collaborazione con l’Istituto Tagliacarte, nella fase di ripresa economica che ha caratterizzato gli ultimi due anni, le Pmi hanno potuto contare sui vantaggi competitivi che ormai ne costituiscono un asset riconosciuto a livello internazionale: la qualità e l’immagine delle produzioni, la capacità di ammodernamento e di adattamento all’evoluzione della domanda, la propensione a fare rete.

Si rilevano, tuttavia, alcuni sintomi di assestamento.

Nasce un nuovo interesse verso i più sicuri mercati nazionali e, al contempo, si contrae lievemente la platea delle imprese operanti all’estero. Questo non comporta una minore presenza italiana su scala internazionale: le aziende export oriented sono ancora una quota decisamente consistente del nostro sistema produttivo e hanno visto di recente anche aumentare il proprio fatturato sui mercati stranieri.

La chiave del successo è la vista nella diffusione di comportamenti innovativi, che nel prossimo futuro interesseranno molteplici aree aziendali. Agli interventi sul versante produttivo (il processo e il prodotto) si affiancano quelli sul marketing e la comunicazione, anche utilizzando le nuove tecnologie dell’informazione: il 56% delle Pmi manifatturiere ha un accesso ad Internet, il 19% ha già un proprio sito aziendale e un ulteriore 18% prevede di realizzarlo entro la fine del 2002.

Vanno ricostituendosi anche le reti imprenditoriali: crescono le aziende collocate in posizione intermedia della filiera produttiva e vengono sempre più affidate all’esterno alcune funzioni di servizio. Sembra profilarsi una riorganizzazione del sistema industriale italiano, che tende a collocarsi su fasi a maggior valore aggiunto e a portare all’esterno (e, in moltissimi casi, all’estero) le fasi produttive “basiche”.

Ricomposizione e assestamento: sono le parole d’ordine che emergono anche dall’analisi dei comportamenti delle Pmi commerciali.

La maggiore coerenza delle strategie adottate è frutto del ritrovato clima di fiducia scaturito dalle performance aziendali (fra le migliori dell’ultimo quinquennio) e segna il superamento della turbolenza che aveva accompagnato le prime fasi della riforma del commercio.