L’Ue rivede al ribasso le stime di crescita dell’economia

Il tasso di crescita media di Eurolandia nel 2002 si attesterà allo 0,8% mentre nel 2003 dovrebbe raggiungere solo l’1,8%. Sono le nuove stime al ribasso della Commissione Ue, contenute nelle previsioni economiche presentate a Bruxelles.

In primavera, l’esecutivo aveva previsto una crescita dell’1,4% nel 2002 e del 2,9% nel 2003. Le nuove previsioni economiche indicano per l’Italia un rapporto deficit/Pil al 2,4% nell’anno in corso (il governo lo prevede al 2,1%) e al 2,2% nel 2003 (contro una previsione dell’1,5% del governo). A politica invariata, il disavanzo dovrebbe salire al 2,9% nel 2004. Secondo la Commissione, “il deficit non cessa di creare inquietudine, anche se dovrebbe diminuire leggermente nel 2003”. La Commissione europea ha sottolineato anche che il debito italiano supererà la soglia del 110% nel 2003. La crescita economica italiana risulterà quest’anno solo dello 0,4% e dell’1,8% lanno prossimo, per poi salire al 2,4% nel 2004. Nelle sue previsioni di primavera, lesecutivo Ue aveva indicato per l’Italia un tasso annuo medio di crescita del Pil pari all’1,4% per quest’anno e al 2,7% nel 2003. La crescita italiana 2002 risulta così pari soltanto alla metà di quella di Eurolandia e perfettamente in linea con la media degli altri paesi solo l’anno prossimo. L’inflazione media annua della zona euro dovrebbe risultare quest’anno al 2,3% per attestarsi al 2,0% nel 2003. Una discesa sotto questa soglia di riferimento della politica monetaria della Bce è stimata nel 2004, quando il tasso di aumento dei prezzi dovrebbe essere dell’1,8%.