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La Commissione europea ha adottato una nuova definizione per le imprese di dimensioni ridottissime (microimprese) o piccole e medie (PMI) nellintento di promuovere limprenditorialità, gli investimenti e la crescita, di agevolare laccesso ai capitali di ventura, di ridurre gli oneri amministrativi e di consolidare la certezza del diritto. La nuova definizione è stata elaborata in seguito a due ampi giri di consultazione con il pubblico; nello stabilire le categorie di micro imprese e PMI mantiene le soglie relative al numero di dipendenti, ma stabilisce un considerevole aumento del massimale finanziario (fatturato o volume totale del bilancio), in particolare per tener conto dellinflazione e degli incrementi di produttività verificatisi dopo il 1996, data della prima definizione comunitaria di PMI.
Diverse disposizioni fanno sì che il vantaggio legato alla possibilità di accedere ai dispositivi nazionali ed ai programmi europei di sostegno alle PMI sia riservato alle imprese che presentano effettivamente le caratteristiche di una PMI (in quanto manca loro la forza economica propria di organizzazioni di maggiori dimensioni). Per consentire una transizione senza intoppi a livello dUnione e nazionale la nuova definizione verrà utilizzata a partire dall1 gennaio 2005. Questa modernizzazione della definizione di PMI avrà ripercussioni atte a promuovere la crescita, limprenditorialità, gli investimenti e linnovazione; favorirà inoltre la cooperazione ed il raggruppamento dimprese indipendenti.
Impresa Media: numero dipendenti < 250, fatturato < 50 milioni di Euro, totale bilancio < 43 milioni di Euro
Impresa Piccola: numero dipendenti < 50, fatturato < 10 milioni di Euro, totale bilancio < 10 milioni di Euro
Impresa Micro: numero dipendenti < 10, fatturato < 2 milioni di Euro, totale bilancio < 2 milioni di Euro
