La tutela del design nel mercato comune

Lo scorso sabato, presso il Centro Ricerche Fantoni, si è svolto l’incontro “La tutela del design: brevetti e strategia aziendale.”

Dai brevetti industriali a Napster -il software che permette di scaricare da Internet nel proprio computer i file musicali senza pagare i diritti d’autore- fino ai problemi sollevati dalla biogenetica, il dibattito intorno al brevetto è acceso.



Proteggere o liberalizzare? Creare un sistema inattaccabile di difesa legale o accettare la sfida del cambiamento?



La Comunità Europea sta mettendo a punto un Regolamento che uniformerà la legislazione in materia tra i 15 Paesi della CE. Designers e le imprese in un prossimo futuro potranno tutelarsi più efficacemente grazie a una “registrazione” comunitaria. E’ un notevole passo avanti che senz’altro contribuirà a tutelare e promuovere quell’“italian style” che nel tempo ha prodotto utile creando stile.



La politica di tutela del design deve essere integrata da una seria strategia aziendale: è un complesso di azioni, anche programmate a lungo termine, l’arma più efficace per conquistare e mantenere un mercato. Nel contesto dell’avvio alla moneta unica il design sarà uno dei fattori strategici di maggiore competitività. I prodotti italiani si troveranno a dover contare sempre più sul valore aggiunto dato dalla qualità estetica, dalle lavorazioni, dal materiale. Anche la provenienza giocherà un ruolo significativo: le aree di produzione specializzata (i distretti industriali), per le loro caratteristiche intrinseche come ad esempio facilità di trasporto e di comunicazione, specificità di materiali e lavorazioni, se combinate ad una seria ricerca di qualificazione estetica, saranno in grado di garantire per i propri prodotti.



Che contributo darà in questo senso la nuova politica europea riguardo alla tutela del design e dell’invenzione?