Letta: “Abolire province e avviare le riforme”

Abolire subito le province, ridurre i costi dello stato, eliminare i doppi stipendi dei parlamentari/ministro, rivedere il federalismo fiscale, abbattere l’Imu e abolire il finanziamento pubblico ai Partiti, visto “l’ipocrisia” della legge attuale. Poi ancora redditi minimi, piani di edilizia scolastica e valorizzazione patrimonio sportivo.

Sono questi alcuni dei punti salienti del discorso pronunciato dal Premier Enrico Letta alla Camera, dove -in una Roma bloccata dalla forze dell’ordine a seguito dell’attentato di domenica- l’esecutivo si appresta a chiedere il voto di fiducia.

Il neo-Presidente del Consiglio parla anche delle future riforme istituzionali. “La via è stretta ma possibile. Serve una riforma che avvicini cittadini alle istituzioni con principi di democrazia governante, la possibilità di superare il bicameralismo paritario ed evitare ingorghi come quello appena sperimentato”.

Per avviare le riforme, prevista una “Convenzione che deve iniziare i lavori sulla base degli atti di indirizzo del Parlamento. L’unico sbocco possibile -ha continuato Letta- è il successo. Tra 18 mesi verificherò se il progetto delle riforme si avvia verso un porto sicuro. Se invece si impantana tutto ne trarrò le conseguenze”.