Ocse: spostare tasse su case e consumi

A partire dal Jobs Act in Italia sono state varate “riforme significative che hanno sostenuto la crescita”. Lo scrive l’Ocse nell’Economic Outlook, evidenziando “i progressi del governo nell’attuazione del suo piano di riforme”. Alla luce di questo trend nel 2016 e per il 2017 l’economia italiana dovrebbe crescere a un ritmo annuo dell’1,4%.

L’Ocse segnala come “la ripresa stia gradualmente accelerando, con un miglioramento del clima di fiducia di famiglie e imprese e un trend di produzione industriale in aumento, sebbene con qualche volatilità”. In dettaglio a sostenere la crescita dell’Italia (che per l’anno in corso viene stimata a +0,8%) saranno soprattutto consumi privati e investimenti: nel biennio 2016-2017 i primi dovrebbero crescere rispettivamente dell’1,4 e 1,2% mentre i secondo dovrebbero aumentare dell’1,5 e del 2,6%. Ridotto l’apporto della spesa pubblica (+0,7% nel 2016 e – 0,1% l’anno successivo).

Sul fronte riforme l’Ocse evidenzia come il ‘Jobs Act’ sta “portando a una svolta nel mercato del lavoro, rendendo la crescita più inclusiva”. L’Ocse punta poi l’accento sulle possibilità, sul fronte occupazione, legate alla creazione di una Agenzia Nazionale del Lavoro che permetterebbe “di definire e coordinare le politiche attive del lavoro fra le diverse regioni, contribuendo a dare lavoro di buona qualità a un maggior numero di persone”. In Italia -si ricorda- migliora il mercato del lavoro e il tasso di disoccupazione dal 12,3% di quest’anno dovrebbe scendere nel 2017 all’11%. L’organizzazione evidenzia poi come “le riforme su bancarotta, sistema scolastico, concorrenza e pubblica amministrazione rafforzeranno la crescita”.

Per l’Ocse la creazione di una ‘bad bank’ “potrebbe dare un notevole contributo a rafforzare la ripresa degli investimenti”: l’organizzazione ‘promuove’ le recenti decisioni del governo su procedure di bancarotta e cancellazione dei crediti inesigibili. Sul fronte bad bank l’organizzazione tuttavia riconosce “l’incertezza dei progressi su questo punto per via della necessità di rispettare le normative europee sugli aiuti di stato”.

L’Ocse evidenzia poi come “la caduta del prestito al settore si stia finalmente diminuendo: la contrazione dei prestiti stia progressivamente calando da – 2% annuo a inizio 2015 a – 0,5% ad agosto, con una dinamica più positiva dei prestiti alle famiglie rispetto a quelli alle imprese per via del loro migliore profilo di rischio”.

L’organizzazione evidenzia poi come se l’Italia “spostasse in maniera permanente il carico fiscale dal lavoro su consumi e immobiliare, rafforzerebbe le fondamenta di una crescita più sostenuta e più inclusiva”.