Cerca un articolo nell'archivio >
Chiusura obbligatoria di tutti i negozi per dodici giorni all’anno, con possibilità di deroghe a livello locale. La totale liberalizzazione delle chiusure degli esercizi commerciali, introdotta dal decreto Salva Italia del Governo Monti nel 2011, potrebbe fare un lungo passo indietro se dovesse passare il progetto di legge che verrà presentato al comitato ristretto della Commissione attività produttive della Camera.
Dopo un confronto di mesi, la bozza finale modifica la liberalizzazione di Monti introducendo 12 giorni di chiusura obbligatoria per tutti gli esercizi commerciali (non per i pubblici esercizi) in concomitanza con le dodici maggiori festività civili e religiose: 1° Gennaio, Epifania, 25 Aprile, Pasqua, Pasquetta, 1° Maggio, 2 Giugno, Ferragosto, 1° Novembre, 8 Dicembre, Natale e Santo Stefano. “Per andare incontro alle esigenze del territorio –spiega il relatore Senaldi-, ciascun Comune, sentiti sindacati, associazioni di categoria e di consumatori, può sostituire fino a sei di queste festività con altrettante chiusure. Questo perché a Cortina, ad esempio, le chiusure nei giorni invernali potrebbero essere controproducenti”.
Nulla di nuovo invece sugli orari dei negozi e sulle licenze. Mentre sulle aperture domenicali possono intervenire accordi a livello territoriali in deroga. Infine la bozza prevede una serie d’incentivi fiscali e contributi, per un importo ancora non quantificato, a favore dei negozi fino a 150 metri quadri nei Comuni sotto i 10 mila abitanti e fino a 250 metri quadri in quelli sopra i 10 mila. Si tratta di misure per le ristrutturazioni, l’efficienza energetica, l’informatizzazione.
