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Quasi 800.000 posti di lavoro persi, 14.200 imprese edili fallite dal 2007 e un calo degli investimenti di 58 miliardi in 7 anni. È il quadro emerso dal nuovo Osservatorio Congiunturale dell’Ance da cui emerge un netto e costante taglio delle risorse destinate alla spesa in conto capitale: negli ultimi 20 anni sono stati tolti alle infrastrutture due euro su tre.
Altrettanto allarmanti i dati contenuti nel focus casa presentato da Ance insieme all’Osservatorio, che evidenziano un aumento delle tasse sulle abitazioni del 200% negli ultimi 3 anni. “Siamo all’anno zero -ha dichiarato il presidente Ance Paolo Buzzetti- da qui o si riparte o rischiamo di non riuscire a risollevarci più. Se non si attivano subito le risorse, escludendo dal patto di Stabilità interno gli investimenti, nel 2015 ci sarà un ulteriore calo 2,4%”.
Timidi segnali positivi arrivano dalle compravendite residenziali, che nei primi tre mesi dell’anno sono tornate a crescere, facendo segnare un +4,1%. “Quello che preoccupa -ha detto Buzzetti- è la decisione inaccettabile della Bce di escludere l’edilizia dal nuovo programma di immissione di liquidità”.
L’unico comparto che continua a reggere è quello degli interventi per la riqualificazione del patrimonio abitativo, con un +20% in sette anni, raggiunto grazie agli incentivi fiscali sulle ristrutturazioni e sul risparmio energetico. È la dimostrazione che invertire la rotta si può, ma servono interventi che vadano nella giusta direzione. Come il decreto ‘Sblocca Italia’, che secondo Ance potrebbe mobilitare subito almeno 5 miliardi tra le risorse stanziate e non ancora utilizzate.
