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Nel 2012, l’onere complessivo sostenuto dalla Pubblica Amministrazione per le partecipazioni detenute in società e consorzi ammonta ad oltre 22,3 miliardi (il 7,2% in più rispetto al 2011); di questi, ben 15 sono sostenuti da enti territoriali (con una crescita del 4,7%), mentre poco meno di un terzo (7,2 miliardi) è a carico di enti pubblici di rilievo nazionale che hanno visto, però, incrementare quest’onere di quasi il 13% in un anno.
A livello geografico, la Lombardia, con 5,1 miliardi, è la Regione che spende di più per le partecipazioni, mentre la Calabria è quella che, in percentuale, registra l’aumento più consistente (+163,5%) contribuendo a fare del Mezzogiorno l’area in cui questi oneri sono cresciuti maggiormente (+25%); a livello locale le Regioni a statuto ordinario e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale hanno registrato un aumento delle spese per partecipate di oltre il 16%; tutti gli altri enti hanno registrato un calo (-20,2% per le Regioni a statuto speciale e oltre il 17% per le Province).
A livello centrale si riducono le spese sostenute dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (-12,1%) e aumentano gli oneri gravanti sui Ministeri (+9,6%). Questi i principali risultati che emergono da un rapporto dell’Ufficio Studi Confcommercio sulle spese derivanti dalle partecipazioni detenute dalla Pubblica Amministrazione a livello centrale e locale.
L’area geografica che presenta gli oneri più elevati per partecipate da enti territoriali è il Nord-Ovest, che da sola ha sostenuto nel 2012 spese per 6,7 miliardi di euro, quasi quanto le amministrazioni centrali. La restante parte di oneri si suddivide in maniera più o meno equa tra le altre ripartizioni, con un peso leggermente più accentuato per le regioni dell’Italia centrale.
