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Rinviato ai prossimi giorni il Consiglio dei Ministri che doveva definire il testo del decreto ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese. Lo stop al decreto è dovuto sia ai dubbi sollevati dal Ministero dello Sviluppo, sia alle proteste immediate delle imprese.
Secondo Sangalli, presidente di Confcommercio, “il testo prevede, infatti, l’emanazione di leggi regionali, decreti e graduatorie che rischiano di paralizzare ancor di più l’attività delle Amministrazioni. Unico segno di concreta utilità il meccanismo di allentamento del patto di stabilità interno in favore degli enti locali, ma che rischia anch’esso di rimanere sulla carta, sia per l’esiguità dei margini messi in campo rispetto a quanto denunciato, sia per la farraginosità delle procedure”.
Il testo, inoltre, “non raccoglie le raccomandazioni approvate all’unanimità in Parlamento che impegnano il Governo a predisporre interventi di immediata eseguibilità, con procedure semplificate o automatiche, evitando il rimando a ulteriori fonti normative di carattere secondario e, soprattutto, verificando la fattibilità di introdurre la compensazione diretta tra debiti e crediti da parte delle imprese, da sempre richiesta dal Rete Imprese Italia”.
“Non è più tempo -conclude Sangalli- di illudere le imprese con le false promesse che alla fine servono soltanto per perdere ulteriore tempo, come è accaduto con i decreti varati 10 mesi fa che avrebbero dovuto dare il via al rilascio delle certificazioni dei crediti per favorire l’intervento delle banche e la compensazione con i debiti iscritti a ruolo. Purtroppo nulla ha funzionato e non c’è nessuna ragionevole certezza che quanto all’esame del Governo funzionerà”.
