Spiragli per la pensione anticipata INPS

L’INPS apre un spiraglio per le lavoratrici che vanno in pensione anticipata con la cosiddetta “Opzione Donna”, a 57 o 58 anni (se dipendenti o autonome) e almeno 35 anni di contributi, accettando un assegno calcolato interamente con il sistema contributivo (quindi, più basso): fino al 31 dicembre 2015 possono continuare a fare richiesta anche se non hanno ancora maturato il requisito.

L’Opzione Donna prevede la possibilità di andare in pensione anticipata con la decurtazione dell’assegno, calcolato con il contributivo. La norma di riferimento è la Riforma Pensioni Maroni, in base alla quale l’opzione può esser esercitata fino al 31 dicembre 2015. Ma l’INPS, con due diverse circolari del 2012 (numero 35 e 37), ha finora interpretato restrittivamente la legge, stabilendo che la scadenza del dicembre 2015 va intesa non come termine ultimo per esercitare l’opzione, ma come data entro la quale deve essere stata maturata la decorrenza della pensione.

Tenendo conto delle finestre mobili, che prevedono 18 e 12 mesi + 1 (per autonome e dipendenti), il termine è scaduto rispettivamente a maggio e novembre 2014. Contro questa interpretazione dell’Opzione Donna ci sono state varie iniziative parlamentari e una class action. Non significa marcia indietro ma apertura: le lavoratrici possono continuare a inviare le richieste fino al 31 dicembre 2015; l’istituto si impegna a non rigettarle in attesa di istruzioni ministeriali a cui è stato sottoposto il caso.

Va ricordato, infine, che un emendamento alla Legge di Stabilità 2015 permette a chi matura il requisito contributivo pieno (42 anni e sei mesi per gli uomini, 41 anni e sei mesi per le donne) entro fine 2015 di andare in pensione anticipata senza aver compiuto i 62 anni e senza la decurtazione prevista dalla Riforma Fornero.