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Nel 2015 sono state erogate 3.052.482 pensioni di reversibilità, per un ammontare di 24,1 miliardi di euro. I dati sono contenuti nel dossier sul disegno di legge delega sul contrasto alla povertà, all’esame di Montecitorio. Nell’analisi dell’impatto della regolamentazione (Air) si ricorda che le principali prestazioni di natura assistenziale, ovvero di natura previdenziale ma comunque ”sottoposte alla prova dei mezzi sono: assegno sociale, pensione di reversibilità, integrazione al minimo, maggiorazione sociale del minimo, assegno per il nucleo con tre o più figli minori”.
Nel documento viene riportato l’elenco delle principali prestazioni di natura assistenziale, il numero di erogazioni e la spesa. I beneficiari di assegno sociali sono 845.824 (escludendo gli invalidi civili), per una spesa totale 4,3 miliardi di euro, a cui si aggiungono: integrazione al minimo (3.469.254 beneficiari e 20,5 miliardi); maggiorazione sociale del minimo (848.893 beneficiari e 2 miliardi); assegni per il nucleo familiare con tre o più figli minori (234.332 beneficiari e 0,4 miliardi nel 2014).
Ogni misura, si osserva nel dossier, ”persegue specifici obiettivi senza che ci sia una lettura complessiva dei bisogni, con conseguente appropriata identificazione della quantificazione complessiva dell’intervento necessario”. Da tali ”frammentazione e settorialità -si legge nell’Air- possono conseguire sia la sovrapposizione di più interventi rivolti a una medesima platea, sia l’assenza di copertura per particolari tipologie”.
