Quadro migliora ma politica destabilizza

La dinamica dell’economia, globale e italiana, continua a segnalare progressi: riaccelerazione del passo là dove era rallentato (mercati emergenti, Cina sopra tutti); ripresa dove invece c’era recessione (alcuni Paesi dell’Eurozona, Italia in particolare). Non solo, sono stati evitati anche “i rischi posti a varie latitudini dalla politica, scongiurando le peggiori conseguenze”. Ad aggiornare il quadro della situazione alla luce della crisi economica è il bollettino mensile del Centro studi di Confindustria.

In Italia i dati qualitativi e quantitativi, infatti, annotano gli economisti di viale dell’Astronomia, indicano che il calo del Pil è finito nei mesi estivi (-0,3% nel 2° trimestre). E l’anticipatore Ocse è salito anche in agosto “ed è coerente con la previsione del Centro Studi di avvio della ripresa nel semestre in corso e di accelerazione in autunno”.

Nel quadro si evidenzia poi che “il frazionato Parlamento italiano ha rinnovato la fiducia al Governo Letta, in una fase molto delicata per l’economia, ma la fibrillazione dei partiti rimane fonte di fragilità”.

Quanto alle imprese, il pagamento dei debiti commerciali arretrati della PA sale, a settembre, a 12 mld; a ricevere il pagamento il 5,4% delle imprese industriali, il 25% nelle costruzioni. Il CSC ricorda come il 6,5% delle risorse è impiegato per nuovi investimenti mentre il 71,5% per ridurre debiti verso banche, Stato e fornitori.