Restauri ad hoc per gli intonaci

L’evoluzione della pratica del restauro ha portato a un maggiore rispetto per i rivestimenti originali grazie a sempre più accurate e consapevoli analisi degli intonaci storici e ad interventi consolidanti ed integrativi ad hoc.

L’intonaco è un rivestimento che ha il duplice compito di proteggere e di decorare la superficie muraria, impedendo la penetrazione degli agenti aggressivi esterni, ma consentendo la traspirazione e i movimenti naturali del supporto, a cui conferisce l’aspetto estetico esteriore. Nei manufatti storici è normale riscontrare la presenza di più intonaci sovrapposti nel tempo, con i relativi strati costituenti, che definivano il corpo e la finitura di ciascun rivestimento. Nel passato le “mani” che costituivano un singolo intonaco erano più numerose rispetto alla pratica attuale e potevano arrivare fino a sette, realizzando l’ancoraggio al supporto, il corpo vero e proprio e la finitura.

Oggi come nel passato, i requisiti richiesti a un intonaco sono quelli di impedire il passaggio dell’acqua, resistere alle sollecitazioni esterne rappresentate dagli agenti atmosferici stagionali e accidentali, di aderire in modo stabile alla muratura senza formare crepe, fessure e distacchi, di soddisfare la committenza dal punto di vista estetico e di durare nel tempo, anche grazie a una costante opera di cura e manutenzione. Tali prestazioni dipendono in gran parte dalle caratteristiche meccaniche della malta utilizzata ed, in particolare, dalle sue capacità di resistenza alla compressione e alla flessione, dalla sua elasticità e dalla sua impermeabilità all’acqua. A sua volta, le proprietà della malta discendono dalla qualità dei materiali utilizzati e dalle capacità degli operatori di scegliere, dosare, preparare e applicare i prodotti.