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Arrivano nuovi segnali di ripresa, dall’industria, dal commercio al dettaglio e dal commercio con l’estero. I dati Istat fotografano un’economia che inizia a rimettersi in moto. In controtendenza, invece, il commercio estero, con un calo congiunturale sia per l’export che per l’import.
A luglio il fatturato dell’industria, al netto della stagionalità, registra una flessione dell’1,1% rispetto a giugno, sintesi di una diminuzione sul mercato interno (-1,7%) e di un incremento su quello estero (+0,2%). Al netto dell’energia il calo del fatturato totale si ridimensiona a -0,5%. L’indice grezzo del fatturato cresce, in termini tendenziali, del 2,2%: il contributo più ampio a tale aumento viene dalle vendite di beni strumentali sul mercato interno. Quanto agli ordinativi, si registra un incremento congiunturale dello 0,6%, sintesi di un aumento del 3,1% per gli ordinativi interni e di una flessione del 2,9% per quelli esteri. Nel confronto con il mese di luglio 2014, l’indice grezzo degli ordinativi segna un aumento del 10,4%.
A luglio 2015 l’indice destagionalizzato del valore delle vendite al dettaglio (valore corrente che incorpora la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi) aumenta dello 0,4% rispetto a giugno 2015. Nella media del trimestre maggio-luglio 2015, il valore delle vendite registra una crescita dello 0,2% rispetto al trimestre precedente.
Ad agosto 2015, mese che si caratterizza nell’anno per i più bassi volumi di interscambio, entrambi i flussi commerciali con i paesi extra-Ue presentano una diminuzione congiunturale, più marcata per le esportazioni (-8,1%) che per le importazioni (-3,2%). Il calo congiunturale dell’export è diffuso ed è particolarmente accentuato per l’energia (-13,3%) e i beni strumentali (-11,8%). Il calo dell’energia (-13,9%) determina la flessione congiunturale dell’import che, al netto di questa componente, aumentano dello 0,9%.
