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Dare la possibilità di anticipare, presso banche e intermediari finanziari, le agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni edilizie, senza l’obbligo di attendere i dieci anni di recupero rateale in dichiarazione dei redditi. È questo lo scopo della proposta di legge “Disposizioni per la cessione dei crediti di imposta maturati per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici mediante contratto di sconto con un intermediario finanziario” formulata tenendo conto degli spunti della Confederazione Nazionale degli Artigiani (CNA) e presentata alla Camera dei Deputati.
In primis si sostiene il rilancio del settore edilizio: il dato sulle ristrutturazioni registra un calo dal 2013 (30.373 miliardi di euro) al 2015 (27.465). La proposta di legge produrrebbe un incremento stimato di 5 miliardi di spese per lavori edili, secondo calcoli CNA, e un aumento di circa 24 mila dipendenti nel primo anno di applicazione. Dall’altro lato, si amplia la platea dei beneficiari includendo anche le famiglie incapienti: le stime di Cna parlano di 3 milioni di pensionati (il 20% del totale) e di 5 milioni di dipendenti (25%) incapienti in Italia.
La procedura di cessione delineata dalla proposta di legge è la seguente: il beneficiario dell’agevolazione, cittadino o impresa, in primo luogo individua l’istituto cui destinare il credito. Immediatamente dopo trasmette il modello di opzione all’Agenzia delle Entrate, indicando la banca cessionaria che ha sottoscritto il modello. Da quel momento il cittadino o l’impresa pagheranno esclusivamente la parte di fattura non inclusa nel beneficio. Il 50% o il 65% saranno a carico dell’intermediario finanziario che la recupererà nei canonici 10 anni. Ad esempio, per ogni 1.000 euro di spesa per le ristrutturazioni, considerate le normali condizioni di sconto bancario (i proponenti indicano un tasso di sconto del 3,09%, media dei tassi applicati per i mutui sulle operazioni di ristrutturazione nel mese di maggio 2016), solo 580 euro saranno a carico della famiglia o dell’impresa, mentre la restante parte di spesa sarà sostenuta dalla banca. Allo stesso modo, 1.000 euro di spesa per la riqualificazione energetica dell’edificio si traducono in 450 euro a carico della famiglia o dell’impresa e 550 euro erogati dalla banca. L’onere per lo Stato è stimato in circa 100 milioni di euro dal 2018, anche per effetto di 450 milioni di maggiori Entrate stimate.
