Salario minimo per il sostegno al reddito

Il ministro del Welfare Enrico Giovannini con il gruppo di studio creato dal Ministero del Lavoro lanciano la loro proposta per il sostegno al reddito dei lavoratori italiani: dare il via ad un istituto nazionale per la lotta alla povertà, il Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA).

Si tratta di uno strumento che manca in Italia ma è già presente negli altri Paesi Europei e che andrebbe a colmare la lacuna esistente nel nostro sistema di protezione sociale italiano a sostegno di tutte le persone in difficoltà economica, purché si risieda stabilmente sul territorio nazionale da almeno due anni. In più l’accesso al SIA sarà condizionato ad una “prova dei mezzi effettuata secondo criteri articolati e omogenei a livello nazionale”, quindi verrà concesso a patto di rientrare in determinate soglie patrimoniali che fanno riferimento alla componente ISEE (per la quale sembra imminente una riforma), il controllo dei criteri di ammissibilità verrà affidato all’INPS.

Il ministro precisa però che non si tratta di “un reddito di cittadinanza universale incondizionato”, bensì di “un programma di inserimento sociale e lavorativo”. In pratica il beneficiario per fruire del sussidio deve stipulare un patto di inserimento con i servizi sociali locali, da rispettare pena l’annullamento del sussidio. L’obiettivo del Sostegno per l’Inclusione Attiva “è quello di permettere a tutti l’acquisto di un paniere di beni e servizi ritenuto decoroso sulla base degli stili di vita prevalenti. Il sostegno economico non è però incondizionato. Il beneficiario s’impegna a perseguire concreti obiettivi di inclusione sociale e lavorativa. Si tratta innanzitutto di consentire, e richiedere ai beneficiari, quei comportamenti che ci si aspetta da ogni buon cittadino. È comunque un patto di reciproca responsabilità tra il beneficiario e l’amministrazione pubblica, che si impegna a offrire adeguati servizi di accesso e di sostegno”.

Si tratta di una misura “che ci chiede l’Europa. Nel 2008 la Commissione Europea ha emanato una raccomandazione a tutti i Paesi per l’adozione di una strategia d’inclusione attiva”, prosegue il Ministero. Il sussidio, che potrà essere erogato sotto forma di carta di debito, sarà pari alla differenza tra la misura delle risorse economiche familiari e il livello di riferimento per la soglia di povertà stabilito per legge.