Sangalli: se chiudono le imprese chiude l’Italia

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha aperto i lavori dell’Assemblea Generale che si è svolta a Roma presso l’auditorium Conciliazione.

“E’ trascorso un anno ma intanto, per quel che riguarda il nostro Paese, si sono fatti ben sette i trimestri consecutivi di caduta del prodotto interno lordo. Stando così le cose –ha osservato Sangalli- la missione fondamentale del Governo al servizio dell’Italia e dell’ Europa -come lo ha definito il Presidente del Consiglio- sembra a noi chiarissima: agire con tempestività e agire in profondità”.

“Agire con tempestività: per dare risposte alle tante emergenze di un’Italia dove l’area del disagio occupazionale riguarda ormai 9 milioni di persone, dove i consumi sono tornati ai livelli del 2000 e gli investimenti pubblici a quelli del 2003 e dove -già solo nel primo trimestre di quest’anno- hanno chiuso i battenti più di 40mila imprese. Ma agire anche in profondità: in Europa e in Italia, serve davvero un Patto di stabilità più intelligente”.

“Con grandi sacrifici fatti dalle famiglie, dai lavoratori e dalle imprese siamo riusciti a chiudere la procedura di infrazione in sede europea. Bisogna ora procedere con una contrattazione serrata, a livello europeo, per ottenere più margine di manovra a favore degli investimenti pubblici qualificati e per il rilancio degli investimenti privati. Quanto al nostro patto di stabilità interno, è tempo di una sua compiuta revisione: per mobilitare anche gli investimenti degli enti locali e per procedere nell’azione di sblocco del pagamento dei crediti delle imprese nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni. L’obiettivo del pagamento di questi crediti per 40 miliardi, tra il 2013 e il 2014, va assolutamente conseguito e va confermato l’impegno all’avvio di una seconda fase. Una seconda fase che consenta di procedere al compiuto pagamento dell’intero stock storico di questi crediti, anche attraverso il concorso della Cassa Depositi e Prestiti”.