Spending Review: ulteriori tagli locali

La scure della spending review si abbatte sui comuni italiani. I sindaci subiranno quest’anno una riduzione delle risorse a disposizione pari a circa 1,5 miliardi di euro. Tra i 108 Comuni capoluogo di provincia presi in esame, quelli più penalizzati da questa operazione saranno quelli di Cosenza, di Napoli, di Siena e di Firenze. A denunciarlo è l’Ufficio studi della Cgia che ha elaborato i dati presentati dal ministero dell’Interno sul proprio sito internet.

“Con meno soldi a disposizione –segnala il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi- è quasi certo che i Sindaci saranno costretti ad aumentare i tributi locali. Cosicché, Tasi, Imu e Tari rischiano anche quest’anno di subire l’ennesimo aumento, penalizzando le famiglie e soprattutto gli artigiani, i commercianti e i piccoli imprenditori. Infatti, quando questi ultimi sono proprietari dell’abitazione principale e del negozio o del capannone dove lavorano, versano queste tasse locali due volte: sia come cittadini sia come operatori economici”.

La Cgia indica le modalità che hanno portato a questi tagli. Con la riforma del federalismo municipale del 2011 (Dl 23/2011) sono stati quasi del tutto aboliti i trasferimenti ai Comuni, sostituti da un apposito Fondo perequativo. Tale fondo, denominato “Fondo di solidarietà comunale”, si aggiunge alle entrate proprie dei Comuni (che comprendono l’Imu, la Tasi, la Tari e l’addizionale Irpef). Il Fondo di solidarietà comunale, istituito per assicurare a tutti i cittadini l’erogazione delle funzioni fondamentali e superare gradualmente le differenze di capacità contributiva dei singoli Comuni, è alimentato in gran parte con risorse degli stessi enti locali (ovvero con il 38,22% del gettito Imu ad aliquota base).

Le risorse vengono distribuite tra i Comuni sulla base della loro spesa storica e dei fabbisogni standard. La Legge di Stabilità del 2013 aveva fissato l’ammontare complessivo del fondo pari a 6,5 miliardi di euro: 4,7 assicurati dagli stessi Comuni e gli altri 1,8 miliardi dallo Stato centrale. Con la Legge di Stabilità 2015 c’è stata una riduzione del fondo di 1,2 miliardi di euro, ai quali si aggiungono altri 288 milioni di euro di tagli previsti da altre disposizioni di legge (DL 95/2012 e DL 66/2014).