Senza tagli di spesa, più tasse e meno sgravi

In attesa del testo definitivo della legge di Stabilità, emergono altri particolari dalle ultime bozze in circolazione. Secondo alcune versioni del ddl, se la spending review non dovesse portare i risultati attesi (tagli di 3 miliardi entro il 2015, 7 miliardi nel 2016 e 10 miliardi nel 2018) potrebbe infatti profilarsi un nuovo rischio di aumento del carico fiscale, da una parte con un rincaro delle accise, dall’altra con una diminuzione delle agevolazioni fiscali del 19%.

La norma da inserire come garanzia per Bruxelles risulterà infatti con ogni probabilità più generale e riguarderà uno spettro di misure più ampio, tale da garantire comunque gli obiettivi ma senza nemmeno contemplare il paventato aumento delle accise né il calo delle detrazioni. Come tutti gli altri Paesi, anche l’Italia è infatti chiamata a fornire nella documentazione inviata all’Unione Europea certezze sul fatto che gli obiettivi di finanza pubblica di medio periodo, quindi anche per gli anni 2015-2017, saranno raggiunti.

La spending review è invece un processo lungo, da costruire man mano, tale da non poterne calcolare gli effetti con immediatezza e sicurezza assoluta. Dai testi in circolazione arrivano anche le ‘micro-norme’, quelle finora passate inosservate rispetto al cuneo o alla Trise, ma che arricchiscono come ogni anno il provvedimento.

L’Agenzia delle Entrate potrà contare su 100 milioni di stanziamento per la lotta all’evasione fiscale.Per la partecipazione ai concorsi professionali (avvocati, notai, magistrati) arriva invece una mini-tassa di 50 euro come contributo obbligatorio.

Sul fronte dei contenuti sono invece due i ministri che mettono in evidenza le mancanze della manovra Letta: “la bacchetta magica non esiste ma per dimezzare i poveri -fa i conti il titolare del Welfare Enrico Giovannini- ci vorrebbero 1,5 miliardi e queste risorse non sono state trovate nella legge di Stabilità. Io continuerò a spingere il Parlamento a riflettere su questo”. Ancora più esplicito il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato: “complessivamente è una legge che coglie tutti gli aspetti ma non ha i numeri che piacerebbero anche a me”.