Legge di Stabilità: votazioni in corso

La bacchetta magica per uscire dalla crisi non esiste, quindi se si vuole giudicare l’operato del Governo bisognerà farlo dandogli ancora un po’ di tempo, almeno fino alla fine del prossimo anno, quando saranno dispiegati anche gran parte degli effetti della legge di Stabilità. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, assicura così che rispetterà gli impegni presi ma, di fronte a perplessità e critiche, prima tra tutte quella dei sindacati che oggi avvieranno la mobilitazione proprio contro la legge di Stabilità, chiede esplicitamente “di essere giudicato alla fine del 2014”.

La strategia del premier per affrontare quella che ancora una volta viene definita come la peggiore crisi del dopoguerra è quella del “passo dopo passo”. Per arrivare alla meta dunque bisogna avere pazienza e continuare sulla strada intrapresa. “E’ come guidare un aereo per la trasvolata transatlantica, siamo sull’oceano e si vedono i grattacieli di Manhattan: alla fine dell’anno prossimo, il 2014, -garantisce- sono convinto che applicando le decisioni prese, avremo il debito e il deficit che scendono, le tasse e le spese che scendono e avremo la crescita e i primi segnali della lotta alla disoccupazione”. Le misure in questa direzione vanno dal DL Fare al progetto in via di definizione sulle privatizzazioni e sono in gran parte contenute nella legge di Stabilità: la prima da anni a ridurre la pressione fiscale, ha voluto sottolineare il presidente del Consiglio, e a non intervenire con la forbice sulla spesa pensionistica. Sulle pensioni andrà piuttosto portato a compimento il tema delle indicizzazioni.

L’esame della legge entrerà nel vivo nei prossimi giorni. La Commissione Bilancio del Senato inizierà a votare martedì al ritmo di 3 sessioni al giorno e bisognerà attendere sempre domani anche per conoscere l’effettivo contenuto degli oltre 3.100 emendamenti piovuti dai gruppi parlamentari e finora illustrati solo a grandi linee.