La legge di Stabilità approda in CdM

Scure sulla sanità con quattro miliardi in meno in tre anni tra tagli e risparmi, aumento della tassazione (dal 20 al 22%) sulle rendite finanziarie, contributo di solidarietà dalle pensioni d’oro per un periodo di tre anni e la nuova tassa su casa e rifiuti che si chiamerà Trise e non Tares. Sono alcune delle misure contenute nella ‘bozza’ della legge di Stabilità sul tavolo del Consiglio dei Ministri di martedì.

Arriva la nuova tassa sulle case e sui rifiuti; si chiamerà Trise e sarà divisa in due componenti: la Tari e la Tasi. “E’ istituito in tutti i comuni del territorio nazionale un tributo sui servizi comunali, di seguito denominato Trise che si articola in due componenti: la prima, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento svolto in regime di privativa pubblica ai sensi della vigente normativa ambientale, di seguito denominata Tari; la seconda, a fronte della copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni, di seguito denominata Tasi”.

In arrivo, inoltre, 600 milioni di euro nel 2014 per la Cig in deroga. L’autorizzazione di spesa, si legge nella bozza, “è incrementata, per l’anno 2014, di 600 milioni di euro per essere destinata al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga”. A ciò si aggiungono le deduzioni Irap, fino ad un massimo di 15 mila euro a dipendente, per i nuovi assunti.

Si studiano, infatti, varie ipotesi per ridurre il peso del fisco sul lavoro dipendente. Nella bozza della legge di Stabilità vengono presentate due diverse proposte per aumentare le detrazioni Irpef ai lavoratori dipendenti. La prima comporterebbe, secondo alcune stime, un aumento dello sconto fiscale, per redditi fino a 15 mila euro, di circa 112 euro medi l’anno. Benefici che andrebbero a calare mano mano che il reddito aumenta fino a 55 mila euro. Per redditi pari a 35 mila euro, infatti, il vantaggio si ridurrebbe a 56 euro l’anno medi. Il costo per l’erario, in questo caso, ammonterebbe a 1,8 mld. Nella seconda ipotesi, invece, il bonus, sempre per redditi fino a 15 mila, si aggirerebbe intorno ai 221 euro l’anno. Anche qui il decalage farebbe diminuire il beneficio all’aumentare del reddito. Per una busta paga di 35 mila euro infatti le detrazioni aumenterebbero di solo 103 euro. L’operazione costerebbe allo Stato circa 2,2 miliardi.