Stanziamenti per i piccoli comuni, la legge arriva in senato

Dopo un percorso durato diversi anni, la Camera ha approvato il testo della proposta di legge che stanzia 100 milioni di euro in sette anni per la valorizzazione dei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti. Testo che passerà quindi all’esame del Senato.

Le risorse stanziate saranno adoperate per diversi tipi di interventi: dalla qualificazione e manutenzione del territori e degli immobili, alla messa in sicurezza e riqualificazione delle infrastrutture stradali e degli edifici scolastici; dall’acquisizione e riqualificazione di terreni e di edifici in stato di abbandono al recupero di beni culturali e storici.

Si tratta di un provvedimento che nasce con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale dei piccoli centri, favorendo la residenza e contrastandone lo spopolamento, e tutelarne il patrimonio naturale, rurale, storico-culturale e architettonico.
 
Il provvedimento stabilisce che dal 2017 al 2023, verranno erogati 100 milioni di euro con una dotazione di 10 milioni il primo anno e di 15 milioni negli anni successivi. Ai fini dell’utilizzo delle risorse è prevista la predisposizione di un Piano nazionale sulla riqualificazione dei piccoli Comuni che definisce le modalità per la presentazione dei progetti da parte delle amministrazioni comunali, e quelle per la selezione dei progetti medesimi da parte della Presidenza del Consiglio. In fase di selezione si presterà attenzione alla capacità e modalità di coinvolgimento di soggetti pubblici e privati e di attivazione di un effetto moltiplicatore; al miglioramento della dotazione infrastrutturale secondo criteri di sostenibilità ambientale e mediante l’adozione di protocolli internazionali di qualità ambientale; alla valorizzazione delle filiere locali della green economy; all’impatto socio-economico degli interventi, con particolare riferimento agli incrementi occupazionali.
 
Per poter beneficiare delle risorse i Comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti dovranno o essere collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico o, comunque, da criticità dal punto di vista ambientale, o aver registrato un significativo decremento della popolazione, o essere caratterizzati da condizioni di disagio insediativo o ubicati in aree contrassegnate da difficoltà di comunicazione e dalla lontananza dai grandi centri urbani, o appartenere alle unioni di comuni montani.