Sviluppo Italia: i risultati del 2003

Nel 2003 Sviluppo Italia ha raggiunto importanti risultati. Sono oltre 12.700 le iniziative imprenditoriali avviate con le misure per l’autoimpiego (lavoro autonomo, microimpresa, franchising), le imprese giovanili, la legge 181/89 per il rilancio delle aree produttive e le operazioni di partecipazione al capitale, per un incremento occupazionale complessivo di circa 17.000 nuovi posti di lavoro.

Proprio in questi giorni inoltre, molte novità arrivano dalla Legge Finanziaria 2004. Il maxi emendamento dedicato agli investimenti ha affidato a Sviluppo Italia la gestione di due nuovi fondi, per complessivi 65 milioni di euro.
Il primo è un fondo rotativo per gli interventi temporanei e di minoranza nel capitale di rischio di imprese produttive nei settori dei beni e dei servizi, finalizzato alla crescita del tessuto produttivo nazionale. Il fondo, fortemente voluto da Sviluppo Italia, nasce dalla necessità urgente di disporre di uno strumento già presente in altri paesi europei, che consenta di supportare il rilancio di nuove iniziative nate da aziende in crisi non strutturale.
Il secondo è finalizzato alla costituzione di garanzie sul rimborso dei prestiti fiduciari concessi dalle banche agli studenti capaci e meritevoli. Il Fondo può essere utilizzato anche per la corresponsione agli studenti di contributi in conto interessi per il rimborso dei predetti prestiti. Nella Finanziarie 2004 è, inoltre, contenuta una disposizione che autorizza Sviluppo Italia ad accettare senza istruttoria il pagamento a saldo e stralcio dei crediti in sofferenza, o in contenzioso alla data del 30 settembre 2003. A tale scopo gli interessati potranno presentare apposita domanda a Sviluppo Italia entro 60 gg dalla data di entrata in vigore della legge. A pagamento effettuato, l’eventuale contenzioso si estinguerà per cessazione della materia del contendere.
Il Consiglio ha poi accolto con estrema soddisfazione la notizia che il Cipe oggi ha reso operativa l’estensione degli interventi agevolativi previsti dalla legge n. 181/89, nata per il recupero delle aree industriali colpite da crisi siderurgica.
Dopo l’art. 73 della legge Finanziaria 2003 che aveva già esteso l’applicabilità dell’intervento anche alle aree interessate da crisi del comparto industriale ed a quelle per le quali fosse stato dichiarato lo stato di emergenza la delibera approvata individua come nuovi territori di applicazione della legge 181/89 le seguenti province: Caserta, l’Aquila, Nuoro, Caltanissetta, Latina, Palermo, realtà territoriali dove si sono verificate crisi di settore, che vanno ad aggiungersi a quelle di Napoli, Taranto, Genova, Trieste, Massa Carrara, Piombino, Terni, Lovere, Villadossola.