“Meno tasse e più credito per le imprese”

A Milano, presso l’Auditorium Testori si è svolta l’Assemblea di Rete Imprese Italia, il coordinamento delle Organizzazioni dell’artigianato, dei servizi e delle Pmi: Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti.

In questa occasione ha parlato il presidente di turno di Rete Imprese Italia, Daniele Vaccarino, per il quale contro la crisi “la nostra economia ha bisogno di interventi incisivi sulla domanda interna, gli investimenti ed i consumi. L’Italia non può ripartire davvero senza la ripresa della domanda interna per consumi e investimenti”. Secondo Vaccarino, l’Unione Europea deve dare segnali tangibili in termini di politiche di investimento, dato che negli ultimi anni gli investimenti in Europa sono crollati in un modo grave. Vaccarino ha sottolineato che nel nostro Paese sono crollati in modo particolarmente acuto e in diversi settori fondamentali per la sua competitività, nell’edilizia e nelle infrastrutture in primo luogo. A questo proposito, basterebbe l’apertura e l’avvio di cantieri diffusi in tutto il territorio per dare l’atteso impulso in termini di investimenti.

“Alle imprese servono meno tasse e più credito -ha quindi aggiunto Vaccarino- ma i dati purtroppo, ci indicano che non è così. Che la politica espansiva della Banca Centrale Europea non è riuscita ancora a migliorare i flussi e le condizioni di credito alle imprese. Sappiamo che le regole internazionali sulla vigilanza bancaria sono un vincolo reale ma rischiano di diventare un alibi per escludere dal credito le imprese che più ne hanno bisogno. Peraltro, vorrei richiamare l’attenzione sul fatto che l’assetto del settore bancario sempre più orientato, sul piano organizzativo, alle grandi aggregazioni e alla riduzione dei presidi territoriali rischia di essere sempre meno in sintonia con il tessuto delle micro e piccole imprese diffuse”.

“Ci aspettiamo -ha concluso Vaccarino- molto dall’impegno di ridurre i margini di incertezza dell’assetto giuridico attraverso la riforma della giustizia civile i cui tempi e costi sono davvero intollerabili. Più in generale abbiamo bisogno di uno Stato che sappia assicurare un contesto di piena legalità, e proteggere le imprese dalla concorrenza sleale, dalla delinquenza, dalla corruzione, dalla evasione fiscale, dal lavoro nero, dall’abusivismo, dalla contraffazione e dall’usura”.