La terapia d’urto di Confindustria

“La crisi economica sta lasciando profonde ferite e c’è un’emergenza economica e sociale”, lo sottolinea Confindustria nel documento programmatico che girerà alle forze politiche impegnate alle prossime elezioni. Secondo l’associazione degli imprenditori “è alto il rischio di distruzione della nostra base industriale. E’ un’emergenza economica e sociale. Dobbiamo riconquistare la crescita, creare lavoro, restituire ai giovani un futuro di progresso. Servono scelte immediate, forti e coraggiose”.

“L’Italia ha bisogno di una vera e propria terapia d’urto, che deve segnare una forte discontinuità e produrre effetti economici immediati”. Dal 2007 -sottolinea il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi- la produzione industriale ha perso il 25%, il tasso di disoccupazione è raddoppiato, il reddito per abitante è tornato ai livelli del 1997″.

L’obiettivo di Confindustria è un piano da 316 miliardi di euro in 5 anni per tornare a crescere al 3%. Si tratta di una “terapia d’urto” per stimolare la ripresa. Otto i passi da percorrere insieme alle riforme per rendere nuovamente competitive le imprese, abbattendo i costi e sostenendo gli investimenti. Occorre dare ossigeno alle imprese con il pagamento immediato di 48 miliardi di debiti commerciali accumulati da Stato ed enti locali, che sono debito occulto; tagliare dell’8% il costo del lavoro nel manifatturiero e cancellare per tutti i settori l’Irap che grava sull’occupazione; lavorare 40 ore in più all’anno, pagate il doppio perchè detassate e decontribuite; ridurre l’Irpef sui redditi più bassi e aumentare i trasferimenti agli incapienti; aumentare del 50% gli investimenti in infrastrutture, sostenere gli investimenti in ricerca e nuove tecnologie, abbassare il costo dell’energia.

Per Confindustria, con queste misure il Pil aumenterà in 5 anni di 156 miliardi di euro, al netto dell’inflazione, pari a 2.617 euro per abitante; l’occupazione si espanderà di 1,8 milioni di unità con il tasso di disoccupazione in discesa all’8,4% dal 12,3% per il 2014.