Una tassa sui solventi?

Nello scorso dicembre, durante una riunione presso l’Anver -Associazione nazionale verniciatori conto terzi e in proprio- è stato illustrato un disegno di legge che, nelle intenzioni, vorrebbe istituire un’imposta regionale sulla produzione, sulla commercializzazione e l’utilizzo di composti organici volatili. A questo proposito abbiamo ricevuto un commento di Alberto Zamberletti di Dollmar, che ringraziamo, e che pubblichiamo volentieri.

“Da anni Dollmar, nella sua più che cinquantennale attività di distribuzione di prodotti chimici, ha sempre cercato di dare corrette informazioni (anche attraverso l’associazione del commercio di prodotti chimici) circa l’evoluzione delle normative inerenti i prodotti stessi fornendo, ove possibile, corrette indicazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza degli operatori ed in materia di protezione dell’ambiente esterno.

E’ con questo spirito che desideriamo sottoporre quanto emerso in data 3 dicembre 2001 presso la sede dell’Anver, (Associazione nazionale verniciatori conto terzi e in proprio) dove è stato illustrato il disegno di legge avente per oggetto: “Istituzione dell’imposta regionale sulla produzione, commercializzazione e utilizzo di composti organici volatili in talune attività industriali” .

Poiché tale proposta potrà sicuramente avere significative influenze sulla gestione tecnico-economica di tutti i prodotti chimici che hanno un contenuto di composti organici volatili (COV) superiori al 3% in peso, sarà estremamente opportuno che le associazioni di categoria e tutte le confederazioni coinvolte (Federchimica, Federlegno, Federtessile, CNA, UNIARIA ecc), prendano tempestiva posizione sul disegno di legge.

Un aspetto estremamente delicato, sul quale occorrerebbe assolutamente un’analisi di merito, è quello relativo alla proposta di assegnare alle Regioni libertà e autonomia nel ridistribuire incentivi a tutte quelle attività che, a discrezione delle Regioni stesse, siano state ritenute “meritevoli” nell’opera di riduzione delle emissioni.

Nella proposta di legge si prevede (art. 5) la tassazione di 1,5 euro per kg di solvente (dal 1° gennaio 2002 al 31 dicembre 2003) e successivamente un’imposta di 2,5 euro per kg di solvente a partire dal 1° gennaio 2004.

In relazione al problema delle emissioni di solventi in atmosfera, desideriamo inoltre ricordare quanto segue:

1) Le strategie europee per la riduzione delle emissioni di solvente sono delineate nella Direttiva del Consiglio Europeo 1999/13 dell’11 marzo 1999, inerente la limitazione delle emissioni di composti organici volatili generati dall’uso di solventi organici in talune attività e in diverse attività industriali, direttiva nella quale non si fa cenno ad aspetti fiscali.

2) L’unico Paese europeo ad aver attuato una tassazione sui solventi è la Svizzera, che non a caso non fa parte dell’Unione europea.

3) E’ allo studio invece, presso il Ministero dell’Ambiente, l’applicazione del meccanismo “emission trading”, previsto dal Protocollo ONU di Kyoto sulle emissioni di anidride carbonica e sui cambiamenti del clima, già utilizzato negli Stati uniti con il Clear Air Act, che consente a chi supera il tetto di emissioni previsto dalla legge di comprare l’eccesso di emissioni da un’altra azienda che invece produce meno inquinamento.

Le attuali strategie europee in tema di tasse ambientali sono delineate nel sito dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, dal quale non si evince alcun progetto di tassazione dei solventi. (http:/themes.eea.eu.int/theme.php/improvement/policy).

In conclusione, riteniamo che in questo momento sia particolarmente importante che le singole aziende e le associazioni realmente rappresentative a livello nazionale e gli organi di informazione sostengano in modo compatto l’armonizzazione della legislazione italiana a quella europea, elaborata per la protezione dell’ambiente e nell’interesse dei cittadini e delle imprese europee e quindi molto meno condizionata da eventuali interessi commerciali di singoli gruppi di pressione.

Confidando in un corretto approfondimento della materia e in una chiara divulgazione della stessa a tutti gli operatori del settore (produttori/distributori e utilizzatori dei prodotti interessati), porgiamo cordiali saluti”.

Dr. Alberto Zamberletti

Dollmar & C. S.p.A.