Per Zanonato Iva può non aumentare

“E’ molto probabile che l’Iva non aumenterà”. Il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ha risposto così ai cronisti che gli hanno chiesto se il primo ottobre aumenterà l’Iva. “Stiamo lavorando per non farla aumentare”, ha aggiunto, mentre per quanto riguarda la questione dell’abbattimento del cuneo fiscale ha affermato che si tratta di una “questione di notevole complessità perché va a incidere sui conti dello Stato e bisogna vedere che margini abbiamo per poterle attuare”.

La richiesta di una taglio al costo del lavoto, per il ministro, è “molto ragionevole perché darebbe competitività al sistema, bisogna vedere la compatibilità con i conti pubblici che sono particolarmente complicati da gestire perché dobbiamo rispettare il patto di stabilità con l’Europa”. Le dichiarazioni di Zanonato sono arrivate mentre il Governo è concentrato al cento per cento sulla Legge di Stabilità.

Nel mese che separa dal varo della ex finanziaria (va presentata entro metà ottobre), se le turbolenze della politica non prenderanno il sopravvento, il Governo non vuole, e non può, permettersi altre ‘distrazioni’, tanto che, salvo ‘vere’ emergenze come l’ulteriore rinvio dell’aumento dell’Iva, l’ordine di scuderia è di non presentare altri decreti anche per non ‘intasare’ eccessivamente il lavoro del Parlamento, già alle prese con la conversione del decreto sulla PA, di quello sull’Imu e ora del testo approvato dal Cdm sulla scuola (oltre a quello contro la violenza sulle donne). Anche perchè il ‘menu’ della legge di stabilità dovrebbe contenere anche le risorse per uno degli interventi più richiesti, e più ‘pesanti’ sul fronte coperture, cioè il taglio del costo del lavoro.

Ancora nulla è deciso, insomma, mentre si attende anche il confronto con l’esecutivo chiesto a gran voce sia da Confindustria sia dai sindacati all’indomani del Patto: il Governo dovrebbe convocare le parti e non contraddirsi in altre sedi, ha detto la leader della Cgil, Susanna Camusso, secondo la quale le risorse si trovano a partire da rendite e patrimoni, usando il fisco come strumento di redistribuzione.