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Il mercato italiano della chimica si appresta a chiudere il 2001 con un calo produttivo dello 0,5%, una perdita prevista e piu contenuta rispetto alla media europea dell1% (ma per la Germania e del 3%) e soprattutto degli Usa dove la flessione e del 5%. Soffrono maggiormente i settori ciclici come la chimica di base (-3,3%) e le fibre (-7,2%). In controtendenza invece la chimica per il consumo (+2%), con i detergenti a fare da traino; i cosmetici( +6%) e la chimica per ledilizia (+5%). Nel complesso quindi limpatto negativo e stato contenuto. Il settore chimico aveva in qualche modo anticipato la crisi congiunturale, dice Giorgio Squinzi, presidente Federchimica, secondo il quale nel 2002 vi sara un parziale recupero.
