Cefic su Reach: più collaborazione da ECHA

Sono più di 25.000 i dossier sulle sostanze chimiche finora inviate all’ECHA dalle Imprese: un risultato molto impegnativo conseguito entro i tempi previsti, che però non sembra aver soddisfatto l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) e le altre istituzioni competenti. Lo segnala Cefic in un testo diramato alla stampa e alle associazioni e federazioni nazionali dell’industria chimica.

Secondo l’ECHA, le principali criticità riguardano la qualità dei dossier: le informazioni sull’identità della sostanza, giudicate confuse, scorrette o incomplete. Inoltre è stato rilevato un uso improprio dei read across troppe carenze ingiustificate e lacune nei report sulla sicurezza chimica, oltre a un abuso del waiving, ovvero la mancata sperimentazione, da parte delle imprese, delle sostanze; inoltre al fatto che non sono stati identificati i nanomateriali.
Cefic e tutte le imprese chimiche a livello europeo si sono impegnate a fondo per far fronte a tutti gli adempimenti del Reach con sforzi notevolissimi. Proprio la qualità dei dossier inviati è stata oggetto di richieste di chiarimento per interpretare al meglio le aspettative dell’Agenzia e delle altre Autorità competenti, inviando revisioni dei dossier giudicate accettabili o comunque non bisognose di ulteriori interventi delle autorità.

Senza trascurare il fatto che la maggior parte dei dossier è stata presentata entro dicembre 2010 ed è stata preparata con le istruzioni e gli strumenti disponibili all’epoca.
Mentre l’Industria ha fatto tesoro delle osservazioni ricevute dall’Agenzia; d’altro canto, è frustrante dover constatare la mancanza di riscontri positivi su dossier che erano stati giudicati di qualità accettabile o perlomeno sufficiente per non essere di nuovo sottoposta a controlli. Non si ha alcuna informazione riguardo ai dossier che sono stati rivisti, oppure giudicati inadeguati o ancora di qualità insufficiente. E’ indispensabile che ECHA dia riscontri non solo sui dossier che necessitano di aggiornamento, ma  anche di quelli che dopo la revisione hanno superato i controlli di compliance, anche con solo riferimento a specifiche sezioni del dossier.

Le imprese hanno più volte dimostrato volontà ed estrema disponibilità a condividere sistemi che aiutino un’implementazione del Reach efficace ed efficiente. La riluttanza che l’Agenzia dimostra nell’adottare un qualsiasi meccanismo per dare un riscontri positivi sui dossier certo non è d’aiuto per agevolare il necessario miglioramento della qualità dei dossier e, di fatto, rallenta gli aggiornamenti per le imprese che devono ancora sottoporre i propri dossier.

L’Industria è ben cosciente dell’importanza di un corretto adempimento all’implementazione del Reach, ma chiede non solo istruzioni precise e commenti costruttivi per motivare la scarsa qualità di alcuni dossier, ma anche che quei dossier giudicati accettabili siano segnalati alle imprese. Intanto gli aggiornamenti aumentano, come dimostra il numero crescente di nuovi dossier spontaneamente inviati all’ECHA.

Cefic e tutte le organizzazioni di rappresentanza dell’Impresa Chimica in Europa sono pronte a lavorare con tutti i soggetti coinvolti per superare questi ostacoli e migliorare sensibilmente il cammino verso l’effettiva entrata in vigore del Reach.