Finalmente il Governo si muove…

Registriamo due buone notizie, merce rara di questi tempi: la prima è che il Governo ha finalmente varato un piano di interventi mirati al rilancio dell’edilizia, la seconda è che le imprese che vantano crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione hanno cominciato a riscuoterli.

Se sulla seconda ci si può limitare a dire: “Finalmente!”, sulla prima decisione del Governo ci sono molti aspetti positivi: l’innalzamento dello sgravio energetico al 65%, l’estensione dell’agevolazione ai condomini fino al 30 giugno 2014, la previsione di standard energetici che impongono interventi più strutturali sull’edificio, superando i limiti precedenti di queste agevolazioni, circoscritte a microinterventi su caldaie e infissi.
Insomma: la proroga dei bonus edilizi è un primo, buon segnale.

Adesso si tratta di guardare oltre, cioè cercare di indirizzare gli incentivi verso attività di dimensioni maggiori: si dovrebbe innalzare anche lo sgravio del 50% al 65%, almeno per certe attività più strutturali, come il consolidamento antisismico o interventi inseriti nel “piano città”. E poi bisognerebbe stabilizzare nel tempo almeno questi interventi di tipo più strutturale perché sono più costosi e più impegnativi e richiedono politiche costanti nel tempo. I segnali in questa direzione non mancano, vedremo cosa succederà.

Il tema vero però, oggi sembra un altro. Se l’edilizia è in gravissima crisi, ciò dipende dal fatto che il mercato immobiliare è fermo: le nuove costruzioni sono una rarità, le compravendite sono crollate, gli interventi di manutenzione ridotti al minimo. Una delle cause più evidenti è la poca liquidità, che frena qualunque iniziativa. Bisogna, in sostanza, che ripartano i finanziamenti sia alle imprese che ai privati, riaccendendo i motori della filiera e avviando finalmente un piano di manutenzione e di messa in sicurezza del territorio e degli edifici. Se non si comincia da qui, a che servono gli incentivi se per ottenerli bisogna pagare prima?