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Totem (Far Far-West) è un’installazione che ha trovato il suo teatro nella galleria MoMO Jean Marc Patras a Parigi e che ha colto, invece, la sua ispirazione a Venezia. Durante una passeggiata per le calli della Serenissima, Romaric Tisserand, eclettico artista cosmopolita, si imbatte in un colorificio che espone impilate e in bell’ordine le latte delle pitture ARD. Rimane immediatamente colpito dal logo dell’azienda, un logo che, si sa, non si dimentica e che fa scattare nella sua agile mente una serie di sinapsi irresistibili per un estro artistico come il suo.
L’indiano di ARD evoca i ricordi dei giochi infantili con la sorella e, insieme, le latte disposte a colonne gli rammentano l’alta simbologia dei totem degli Indiani d’America. Poi, proprio lui che da sempre si confronta con le estreme esperienze monocrome di artisti del calibro di Malevič, Klein e Turrell fa un altro collegamento: l’essenza di un monocromo trova la sua migliore espressione in una vernice che la rappresenta.
Da qui l’idea: realizzare un’installazione che renda omaggio alle teorie espressive dei monocromi, messi in scena con le ‘pitture dell’indiano’ in uno spazio che permetta di estrinsecare tutti i link concettuali che stanno tra i colori puri e le vernici, tra un logo commerciale e la sua trasformazione in simbolo artistico e tra uno spazio vuoto e uno spazio interpretato.
Quando Romaric Tisserand propone la sua idea al management di ARD, l’azienda comprende immediatamente la forza e la particolarità di questa idea e mette a disposizione dell’artista i suoi prodotti realizzando proprio le tinte monocromatiche richieste e fornendo le latte necessarie a realizzare i totem per lo spazio della galleria.
L’installazione viene realizzata nello spazio espositivo Patras, che ha grandi vetrine aperte al pubblico nel suggestivo quartiere Le Marais. Le tre pareti dell’area vengono dipinte nei tre colori degli artisti cui è intitolata la mostra: il nero geometrico assoluto di Malevič, il blu oltremare perfetto di Klein e il rosso trascendentale di luce di Turrell. Le grandi quinte fanno da sfondo a tre pile di latte di pittura ugualmente connotate cromaticamente, posizionate insieme alla colonna portante dello spazio a formare una protesi architetturale, un quadrato perfetto al centro dell’area. A completare l’installazione file di cocktails opportunamente colorati nelle stesse tinte monocrome, Blue Lagoon, Vodka Noire e Spritz Campari a completare un’esperienza ricca di significati anche di accoglienza.
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