Findomestic osserva il Paese in cerca di rilancio

L’Osservatorio Findomestic annuale dedicato ai mercati torna ad analizzare le principali tendenze e caratteristiche dei consumi delle famiglie relativi ai beni durevoli maggiormente rilevanti in termini di potenziale di spesa finanziabile attraverso il credito al consumo.

Il 2013 è caratterizzato da una ripresa mondiale debole, legata agli sviluppi politici ed economici degli USA: lo scontro politico sulla politica fiscale e il mutamento atteso della politica monetaria da parte della FED potrebbe avere impatti sull’uscita definitiva dalla lunga crisi.
I Paesi emergenti mostrano una crescita altrettanto lenta nell’anno in corso con situazioni e prospettive diversificate tra i Paesi interessati: maggiori difficoltà per quelli con squilibri macroeconomici ed esportatori netti di materie prime (il caso Russia) e segnali di ripresa per altri quali la Cina.

L’Uem, non immune all’evoluzione dell’economia statunitense, mostra timidi segnali di ripresa anche nei paesi periferici: il clima di fiducia di famiglie e delle imprese è in leggero miglioramento; il Pil è tornato a crescere nel secondo trimestre del 2013 grazie alla domanda interna (in particolare gli investimenti), ma soprattutto alle esportazioni. Nel complesso, però, il 2013 registra comunque una flessione del Pil (-0,5%) per la sostanziale debolezza del contesto macroeconomico: il processo di aggiustamento del disavanzo interno dei vari Paesi è ancora in atto; il mercato del lavoro, pur mostrando segnali di minore caduta, è ancora in sofferenza e la politica di bilancio ancora restrittiva con evidente riflesso sulla formazione del reddito disponibile delle famiglie e sui consumi interni.

La crescita nell’Uem è posticipata a partire dal prossimo anno, quando il Pil è atteso crescere dello 0,9%. Ma non mancano i rischi legati sia alla fragilità della domanda estera, che dovrebbe fare da traino alla ripresa, sia al processo di correzione degli squilibri, interni ed esteri, che vincoleranno i livelli di crescita dei Paesi europei. Per quanto riguarda l’Italia, il terzo trimestre del 2013 evidenzia un’ulteriore caduta del Pil in uno scenario di crescita delle esportazioni non sufficiente a compensare la flessione della domanda interna; si ritiene comunque che i segnali positivi di ripresa relativi agli ordini dall’estero e alla domanda interna siano tali da ipotizzare una crescita dal quarto trimestre dell’anno in corso per poi registrare nel 2014 un aumento di +0,8%.

Il maggior contributo alla crescita del Pil in Italia nel 2014 sarà attribuibile alla spesa per investimenti fissi in macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto, peraltro già prevista in miglioramento nell’ultimo trimestre del 2013, mentre gli investimenti in costruzioni registreranno ancora un trend negativo per tutto il 2014.

 

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