Expo 2015, Palazzo Italia, il progetto vincitore: architettura tra urbanità e natura

Lo studio Nemesi & Partner, Proger SPA di Pescara e Bms Progetti Srl di Milano sono stati gli interpreti migliori delle linee guida proposte da Marco Balich nel bando di concorso internazionale che li ha visti vincitori per la realizzazione del Padiglione Italia per Expo 2015.

I vincitori hanno concepito un’architettura come un sistema di volumi e spazi in relazione, pensando all’immagine tradizionale di un borgo attorno a una piazza. Il Padiglione diventa “un luogo in cui l’architettura-paesaggio-natura (volumi/radici/foresta) e l’architettura-paesaggio-urbanità (vuoto/borgo/piazza) si incontrano e si fondono, rompendo lo schema della scatola espositiva per dare vita a una sorta di paesaggio-Italia, ha spiegato l’architetto di Nemesi, Michele Molè.

La pelle esterna ramificata ha funzione estetica e di controllo dell’irraggiamento solare: “è un’interfaccia dell’architettura-paesaggio e con le sue ramificazioni, è il simbolo dell’energia vitale dell’albero della vita”, ha aggiunto.
Il progetto è basato su quattro blocchi principali e indipendenti, organizzati intorno ad un vuoto, cioè una piazza centrale, ma collegati tra loro da elementi-ponte.

I quattro volumi, come se fossero alberi, presentano degli appoggi a terra che simulano le grandi “radici” del percorso espositivo dal piano terra. Visti dall’interno della piazza gli stessi volumi, aprendosi e ampliandosi verso l’alto, si liberano con “chiome” leggere attraverso superfici vetrate su cui si allungano “rami” che si muovono formando la trama di queste chiome. L’edificio prevede anche un grande spazio interno aperto con chiusura superiore mediante un lucernario vetrato.

 

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