Progettare il colore, diffonderne la cultura

Definire il colore è un’impresa quasi impossibile o, meglio, ne esistono talmente tante definizioni e tutte con un’oggettiva valenza contestuale che è impossibile utilizzarne una sola e credere di aver esaurito l’argomento. D’altronde -lo abbiamo imparato e lo impariamo tutti i giorni- il colore, la sua percezione, la sua definizione e persino il suo utilizzo sono la somma di molteplici discipline e di complessi approcci che lo rendono materia tanto eterogenea quanto affascinante.

E il Color Designer, colui che il colore lo progetta, non può sfuggire a questa problematicità determinativa.
Già da qualche anno questa figura professionale è sempre più interattiva con gli attori, gli eventi e l’operatività della filiera dei prodotti vernicianti e sempre più interlocutoria in un ambito fino ad oggi appannaggio delle logiche di laboratorio, di vendita, di distribuzione e di marketing. Molti di loro sono stati ospiti delle pagine di Colore & Hobby con i loro progetti e i loro lavori, con i loro differenti percorsi formativi e con le loro personali interpretazioni di tinte e cromatismi.

E’ nata così la volontà di capire se c’è un filo rosso che lega questi professionisti, se ci sono elementi che li differenziano profondamente e qual è la loro collocazione all’interno del mondo del colore al fine di promuovere il colore stesso e di consacrarlo nel suo essere elemento fondante nei progetti di architettura, di design o di arredamento.
Per questo, abbiamo organizzato una tavola rotonda ‘virtuale’, sottoponendo ai Color Designer alcuni interrogativi utili a rispondere ai quesiti riguardanti la loro professionalità e il loro lavoro: ecco le risposte che ne sono emerse.

 

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