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La congiuntura sta provocando cambiamenti profondi nei consumi e, quindi, nelle scelte strategiche della distribuzione. L’aggravarsi della crisi ed il fatto che essa da un ambito finanziario abbia raggiunto in maniera stringente l’intero comparto dell’edilizia da un lato e le famiglie ed i consumi dall’altro ha, ovviamente, determinato dei cambiamenti nel mercato.
La crisi delle costruzioni, i pochi cantieri aperti, le gravi difficoltà nella riscossione del credito da parte dei rivenditori, la stagionalità dei lavori rappresentano fattori imprescindibili che hanno determinato sempre più pesanti difficoltà nella gestione dei punti vendita e del giro d’affari della distribuzione.
Senza dubbio, un numero importante di rivenditori specializzati, a fronte del calo drammatico delle vendite derivante dalle difficoltà che colpiscono l’edilizia professionale, sta ‘riscoprendo’ il consumatore finale, il cliente privato.
Ma è una scelta corretta? O chi invece ha fatto della specializzazione e dell’orientamento al mondo professionale il cuore della propria attività deve insistere su questo terreno?
Infatti, bisogna capire se si verificherà effettivamente e in modo duraturo un aumento dei consumi privati (secondo varie fonti, la crisi dalla “quarta settimana” è addirittura arrivata alla “terza”, e le famiglie hanno intaccato risparmie depositi, impverendosi sempre più) e se è così semplice intercettare questa tendenza senza opportune operazioni di comunicazione e promozione. Insomma: davvero il privato sta diventando un interlocutore di riferimento?
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