Edilizia: risalire la china tra fiducia e scetticismo

I dati positivi su produzione industriale, prezzi, consumi e fiducia, divulgati da Istat e dagli osservatori di diverse associazioni di categoria, non devono indurre a dimenticare gli esiti disastrosi della crisi sull’economia degli ultimi anni.

Indicativi, a proposito, sono alcuni dati, forniti da Confartigianato Edilizia in confronto con gli altri Paesi europei, relativi all’andamento dei dati del settore delle costruzioni. Basti pensare al dato di chiusura del 2014, anno in cui la produzione industriale cala del 6,9%, in controtendenza rispetto alla crescita dell’1,9% registrata nella media dei Paesi europei. Questo e altri dati confermano che se nella media dei Paesi Ue la situazione dopo sette anni di crisi comincia a migliorare nettamente, in Italia l’inversione di tendenza stenta a manifestarsi. I segnali positivi, quindi, vanno presi con cautela anche perché le piccole imprese artigiane, che contano oltre 835.963 addetti rimangono scettiche.

Di fronte a questo scenario, insomma, rimane evidente la necessità di misure strutturali per rilanciare le costruzioni e dare una scossa salutare a tutta l’economia italiana, assicurando una risposta alla domanda abitativa, infrastrutturale e di riqualificazione urbana.