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Nato nel 1994, ‘Comuni Ricicloni’ è oramai un appuntamento consolidato, a cui aderiscono un numero sempre maggiore di comuni, che vedono nell’iniziativa di Legambiente un importante momento di verifica e di comunicazione degli sforzi compiuti per avviare e consolidare la raccolta differenziata, e più in generale un sistema integrato di gestione dei propri rifiuti.
Nella classifica 2014 sono 1.328 i comuni che raggiungono almeno il 65% di raccolta differenziata (l’obiettivo minimo previsto dalla normativa nazionale), in cui vivono 7,8 milioni di italiani, pari al 13,7% della popolazione nazionale. Tutte le regioni, a eccezione della Valle d’Aosta, ospitano almeno un comune riciclone, ma in testa alla classifica ci sono Veneto e Friuli Venezia Giulia, mentre crescono i comuni virtuosi al Centro-Sud, a cominciare dalle Marche (+15% in un anno). Sono 300 i comuni “Rifiuti free”, dove cioè la popolazione riduce e ricicla più del 90% dei rifiuti che si producono mediamente per ogni italiano, dimostrano chiaramente che è possibile trasformarsi in un’eccellenza nazionale, anche nel ciclo dei prodotti e dei rifiuti.
Ancora male, invece, le grandi città, a eccezione di Milano, che nella prima metà del 2014 ha superato la soglia del 50% di raccolta differenziata, prima in Italia e seconda in Europa (dopo Vienna) fra le città sopra il milione di abitanti. Al capoluogo lombardo Legambiente ha attribuito una menzione speciale: Milano non è ‘riciclona’, perché non supera ancora il 65%, ma è sulla buona strada. Per quanto riguarda i capoluoghi virtuosi, Belluno, Pordenone, Novara e Salerno si confermano ai primi posti. Peggiora invece la performance di Oristano, che esce dalla lista dei ‘ricicloni’. Andria e Trento spiccano fra le new entry, mentre il Piemonte resta l’unica regione ad avere due capoluoghi ‘ricicloni’ (Novara e Verbania).



