Mercato: alla ricerca di una nuova dimensione

Chi si aspetta aziende rassegnate, sbaglia di grosso. Depurate dall’ottimismo di facciata che le dichiarazioni pubbliche comportano, nelle riflessioni delle industrie che Colore & Hobby ha coinvolto per l’abituale giro di opinioni di metà anno sull’andamento emerge una consapevolezza nuova.

È ormai assodato che la crisi non è congiunturale ma strutturale, che il mercato difficilmente tornerà come prima, che bisogna contare sulle proprie forze più che sugli stimoli che dalle istituzioni continuano a non arrivare -o che comunque paiono ai più come palliativi marginali e non azioni di svolta e di discontinuità rispetto alla crisi-, che se l’industria soffre la distribuzione è ancora più disorientata.

Tuttavia, in misura molto maggiore che negli anni passati le aziende paiono essersi riorganizzate, o quanto meno hanno le idee più chiare su ciò che devono fare: contenimento dei costi interni, investimenti in ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, selezione della rete distributiva, attenzione al credito, valutazione di nuove opportunità anche in mercati stranieri.

Così, aspettando comunque qualche segnale di ripresa, almeno sul fronte generale dell’economia, si scopre che superato un primo trimestre drammatico il secondo ha dato segni di contenuto risveglio, e che giugno è stato finalmente un mese davvero positivo.

Desta semmai qualche preoccupazione la visione che le industrie hanno della distribuzione: la vedono impaurita, disorientata, incapace di pensare in termini prospettici. Viene vista, comunque, come ‘altro’ rispetto alla produzione: corretto -ovviamente- in termini formali, quanto meno strano in termini sostanziali, dopo anni in cui le parole chiave sono state partnership, condivisione degli obiettivi, interessi comuni…

 

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