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Una delle domande più frequenti rivolte ai negozianti da parte dei clienti, professionisti e non, che entrano nel punto vendita riguarda come scegliere un prodotto per pitturare o, più spesso, ri-pitturare un ambiente interno o esterno. Solitamente le condizioni poste dal cliente per la scelta sono legate alla facilità di applicazione, all’effetto decorativo e, soprattutto, al costo. Non avendo oggettivi motivi di scelta ci si limita ad enfatizzare questi aspetti trascurando la capacità del prodotto di proteggere il supporto, nonostante la prima funzione di un qualsiasi rivestimento sia proprio la difesa di tutto ciò che sta sotto ad esso. Cosa si può suggerire allora al consumatore che, con fiducia, entra nel punto vendita? Quali sono i criteri per la corretta scelta di un prodotto adeguato?
Approcciando la richiesta dal punto di vista tecnico esistono dei criteri oggettivi di scelta che consentono di valutare le pitture, sia per esterni che per interni, attraverso le loro caratteristiche tecnologiche. Già da tempo sono disponibili diverse normative che possono aiutare sia il tecnico di colorificio sia il commerciante. In secondo luogo va osservato che non esiste un prodotto che va sempre bene in senso assoluto o un prodotto sempre migliore di un altro. E’ importante capire cosa si vuole ottenere con la tinteggiatura e quale tipo di intervento è opportuno realizzare. Ogni prodotto ha una sua validità e, se usato correttamente, può risolvere i problemi del cliente.
Le caratteristiche peculiari che contraddistinguono un prodotto per interni sono principalmente la copertura e le resistenze allo strofinamento e alla pulitura, intesa come lavabilità.
Come per le pitture per interno, anche i prodotti per esterno possono essere scelti in funzione delle loro caratteristiche intrinseche legate alla natura chimica del legante e all’aspetto superficiale inteso come rugosità e brillantezza della superficie. Altri criteri di scelta sono invece legati alle prestazioni dei prodotti, ovvero alla loro capacità di proteggere il supporto. Da qui la possibilità di scegliere i prodotti in funzione dello spessore che lasciano una volta essiccati, della permeabilità al vapore, intesa come capacità di lasciare uscire l’acqua contenuta nel muro sottoforma di vapore (traspirabilità), della permeabilità all’acqua liquida, intesa come idrorepellenza, e ancora per la loro capacità di resistere alla formazione di fessurazioni e cavillature (crack-bridging) e per la permeabilità all’anidride carbonica; quest’ultima è una caratteristica particolarmente importante per le strutture in calcestruzzo in quanto l’anidride carbonica è responsabile del fenomeno della carbonatazione che porta all’infragilimento e alla disgregazione del calcestruzzo.



