Sostanze pericolose: maneggiare con cautela!

Da molto tempo si conoscono gli effetti sulla salute dovuti all’esposizione a sostanze chimiche e ad altri agenti pericolosi. In passato, massicce esposizioni a metalli (piombo, mercurio, cromo, cadmio e altri), a polveri pericolose (silice, amianto) e a solventi (tesano, toluene, xilene e altri), derivanti da pessime condizioni di lavoro, generavano importanti malattie professionali a carico dei lavoratori dipendenti e degli artigiani.

Il progresso tecnologico e le conquiste civili in termini di tutela della salute nei luoghi di lavoro, compresa l’adozione di specifiche normative prevenzionali, hanno permesso di debellare, almeno nei paesi europei, la maggior parte di queste malattie come la silicosi, l’asbestosi, il saturnismo, le neuropatie e le intossicazioni acute.
Nonostante tali progressi, però,ancora oggi sono presenti agenti pericolosi nei luoghi di lavoro, anche se a bassi livelli di concentrazione, e ciò comporta la possibilità, per coloro che lavorano a contatto con tali materiali, di contrarre malattie o accusare disturbi.

Fra le più importanti conseguenze negative per la salute, possibili anche agli attuali livelli di esposizione ad agenti pericolosi, ricordiamo in particolare le malattie allergiche (rinite, asma, dermatite da contatto) e quelle tumorali. L’esposizione ad agenti biologici pericolosi può inoltre comportare quadri di malattie infettive come epatite virale, infezioni respiratorie e alcune parassitosi. Le esposizioni che possono causare tali quadri patologici possono essere presenti in tantissime attività lavorative, anche di piccola e piccolissima dimensione.

 

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